Bonus casa 2023: quali possono usufruire della detrazione fiscale

Il panorama dei bonus casa è stato influenzato dai cambiamenti introdotti dal decreto-legge n. 11 del 2023. Sebbene lo sconto in fattura e la cessione del credito siano diventati più rari, la detrazione fiscale rappresenta ancora una possibilità per coloro che hanno sostenuto spese per lavori edili. È importante conoscere le eccezioni e le opzioni disponibili per ottenere il massimo beneficio fiscale.

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Dopo l’introduzione del decreto-legge n. 11 del 2023, gli sconti direttamente in fattura e la cessione del credito nei bonus casa sono diventati molto difficili da ottenere. Nella maggior parte delle situazioni, queste opzioni non sono più disponibili. L’unica opzione rimasta è quella di beneficiare della detrazione fiscale durante la dichiarazione dei redditi.

Bonus casa: detrazione fiscale ed eccezioni

Bonus casa 2023: quali possono usufr

La detrazione fiscale consente di recuperare, nel corso di diversi anni, una parte della spesa sostenuta per i lavori edili sulla proprietà immobiliare. La percentuale di spesa recuperabile varia a seconda del tipo di intervento effettuato.

Tuttavia, il decreto n. 11 del 2023 prevede alcune eccezioni, ovvero delle situazioni in cui sconti diretti in fattura e cessione del credito sono ancora possibili. Il testo dettaglia queste eccezioni.

Requisiti per lo sconto in fattura e la cessione del credito

Il decreto-legge n. 11 del 2023 ha stabilito che a partire dal 17 febbraio 2023 non è più possibile optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito nei bonus casa, tuttavia sono state previste alcune eccezioni per specifiche situazioni.

Il decreto-legge n. 11 del 2023 ha stabilito che a partire dal 17 febbraio 2023 non è più possibile optare per lo sconto in fattura e la cessione del credito nei bonus casa, tuttavia sono state previste alcune eccezioni per specifiche situazioni.

Nel dettaglio, è ancora possibile beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito per i lavori il cui titolo abilitativo (CILA, SCIA, ecc.) sia stato presentato entro il 16 febbraio 2023. Per i lavori non soggetti a titolo abilitativo (noti come lavori in edilizia libera), le due opzioni sono ancora percorribili se gli interventi sono iniziati prima del 17 febbraio 2023.

Nel caso di interventi sulle parti comuni di un condominio, oltre al rispetto della data del titolo abilitativo o dell’inizio dei lavori (se in edilizia libera), è necessario che entro il 16 febbraio 2023 sia stata adottata una delibera di approvazione dei lavori stessi.

Quali sono le eccezioni

Inoltre, esistono situazioni in cui lo sconto in fattura e la cessione del credito sono ancora possibili, indipendentemente dalla data del titolo abilitativo, dall’inizio dei lavori e dalle delibere condominiali. Queste situazioni includono il bonus per le barriere architettoniche, gli interventi nei comuni colpiti da eventi sismici e i lavori realizzati da IACP, cooperative di abitazione, ONLUS e ODV.

Detrazione fiscale come alternativa

Nonostante l’impossibilità di optare per lo sconto in fattura o la cessione del credito, la detrazione fiscale durante la dichiarazione dei redditi rimane una possibilità. Ecco un riassunto dei vari bonus casa disponibili:

  • Bonus verde: detrazione del 36% per lavori di sistemazione del verde domestico (recuperabile in 10 quote annuali di pari importo).
  • Bonus ristrutturazione: detrazione del 50% per lavori di ristrutturazione della casa (recuperabile in 10 quote annuali di pari importo).
  • Bonus mobili: detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per arredare la casa in fase di ristrutturazione (recuperabile in 10 quote annuali di pari importo).
  • Ecobonus ordinario: detrazione del 50% (o percentuali superiori a seconda dei casi) per lavori finalizzati al risparmio energetico (recuperabile in 10 anni).
  • Bonus barriere architettoniche al 75%: detrazione del 75% per lavori di abbattimento delle barriere architettoniche (recuperabile in 5 anni).
  • Sismabonus ordinario: detrazione del 70% (o percentuali superiori a seconda dei casi) per lavori finalizzati all’adozione di misure antisismiche (recuperabile in 5 quote annuali di pari importo).
  • Superbonus: detrazione del 110% (o 90% a seconda dei casi) per lavori trainanti e trainati (recuperabile in 5 o 4 anni a seconda del momento in cui si sostenuta la spesa).

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