Bonus casa, ipotesi conferma detrazione alta nel 2026

Il convegno Telefisco del 18 settembre 2025 ha acceso i riflettori sul futuro dei bonus edilizi, con anticipazioni che potrebbero cambiare le scelte di famiglie e imprese nei prossimi mesi. Al centro del dibattito: la possibile conferma della detrazione al 50% per la prima casa nel 2026, il nodo delle rate di fruizione e l’incertezza su ecobonus e sismabonus dopo il 2027. L’obiettivo del Governo è bilanciare gli incentivi fiscali con la sostenibilità dei conti pubblici, offrendo al tempo stesso un quadro più chiaro per chi intende ristrutturare o migliorare l’efficienza energetica della propria abitazione.

Bonus edilizi dopo la manovra 2025

La legge di Bilancio 2025 (n. 207/2024) ha ridisegnato regole e percentuali dei bonus edilizi, introducendo distinzioni tra abitazione principale e seconde case.

  • Spese 2025: detrazione al 50% per la prima casa; 36% per seconde case.
  • Spese 2026 e 2027: riduzione al 36% per la prima casa; 30% per seconde case.
  • Dal 2028: solo il bonus ristrutturazioni resta in vigore con aliquota al 30%, senza differenze tra prime e seconde abitazioni.
  • Per ecobonus e sismabonus, servirà una proroga specifica da parte del legislatore.

Queste modifiche segnano una fase di transizione verso aliquote più basse, ma con margini per ulteriori cambiamenti.

L’ipotesi per il 2026: conferma del 50% sulla prima casa

Durante Telefisco settembre 2025, è emersa una proposta che potrebbe cambiare le carte in tavola: mantenere la detrazione al 50% per la prima casa anche nel 2026, invece di scendere al 36%.

Se approvata, la misura offrirebbe alle famiglie un incentivo più alto per investire in lavori edilizi, ristrutturazioni e miglioramenti energetici. Tuttavia, resta il nodo delle coperture finanziarie: la conferma richiede nuove risorse da inserire nella manovra di fine anno.

Rate di fruizione: da 10 a 5 anni?

Oggi le agevolazioni dei bonus edilizi si recuperano in 10 quote annuali di pari importo. Al Ministero dell’Economia si studia un’ipotesi alternativa: dimezzare i tempi a 5 rate annuali.

Questa scelta avrebbe due effetti principali:

  • consentire ai contribuenti di recuperare più velocemente il beneficio fiscale;
  • ridurre l’orizzonte temporale per le imprese che pianificano lavori e flussi di cassa.

Una modifica che inciderebbe quindi non solo sulla cassa dello Stato, ma anche sulla gestione finanziaria delle famiglie e del settore edilizio.

Bonus edilizi: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Le anticipazioni di Telefisco non sono ancora norme definitive. La decisione arriverà con la legge di Bilancio 2026, che dovrà stabilire:

  • se confermare o meno il 50% per la prima casa;
  • se ridurre le rate da 10 a 5 anni;
  • se prorogare ecobonus e sismabonus oltre il 2027.

Il percorso sembra orientato a garantire maggiore generosità fiscale sulla prima casa, riducendo gradualmente le aliquote e accelerando i tempi di fruizione. Ma il quadro finale dipenderà dall’equilibrio tra politica abitativa e vincoli di bilancio.