Bonus Chef 2022: a chi spetta e come funziona

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
08/03/2022

Il decreto Milleproroghe ha aggiornato la situazione relativa al bonus Chef, il credito d’imposta a favore di cuochi professionisti introdotto dalla Legge di Bilancio 2021 ma mai reso operativo. Vediamo nel seguente articolo quali sono le novità sul tema.

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Il decreto Milleproroghe ha confermato il bonus Chef per il 2022: il credito d’imposta riconosciuto per le spese sostenute da cuochi professionisti, introdotto lo scorso anno ma mai realmente operativo, potrà essere richiesto fino al prossimo 31 dicembre.

La misura prevede un’agevolazione dall’importo massimo di 6.000 euro: vediamo insieme quali sono i requisiti per accedervi e le tipologie di spese ammissibili.

Bonus Chef 2022: cos’è e a chi spetta

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Sembra finalmente pronto a partire il bonus Chef 2022, l’incentivo riservato ai cuochi professionisti introdotto con la Legge di Bilancio 2021 ma rimasto congelato tutto lo scorso anno.

Il recente decreto Milleproroghe ha infatti sbloccato la misura, che consiste in un credito d’imposta pari al 40% delle spese sostenute per acquistare beni o servizi strettamente necessari allo svolgimento dell’attività, per un importo massimo di 6.000 euro a richiedente e nel limite complessivo annuale di 1 milione di euro.

Il bonus spetta ai cuochi professionisti impiegati presso alberghi e ristoranti:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi con partita IVA, anche nei casi in cui non siano in possesso del codice ATECO 5.2.2.1.0 (corrispondente all’attività di cuochi in alberghi e ristoranti).

Bonus Chef 2022: domanda e spese ammissibili

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Il bonus Chef 2022 viene riconosciuto per l’acquisto di:

  • macchinari di classe energetica elevata per la conservazione, la lavorazione, la trasformazione e la cottura dei prodotti alimentari;
  • strumenti e attrezzature professionali per la ristorazione;
  • corsi di aggiornamento professionale.

Per conoscere i criteri, le modalità e le tempistiche da rispettare per presentare le domande è necessario attendere la pubblicazione dello specifico decreto attuativo congiunto da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.