Bonus condizionatori 2022: importi, requisiti e spesa massima

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
11/09/2022

È operativo fino al 31 dicembre 2022 il bonus condizionatori, l’incentivo fiscale riconosciuto a coloro che decidono di acquistare un nuovo condizionatore o di sostituire quello vecchio con uno a pompa di calore o a risparmio energetico. Vediamo insieme tutti i dettagli della misura.

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Potrà essere richiesto fino al termine del 2022 il bonus condizionatori, l’incentivo fiscale che consente di usufruire di una detrazione dal 50 al 65% delle spese sostenute per l’acquisto di un nuovo condizionatore o per la sostituzione del vecchio apparecchio con uno a pompa di calore o a risparmio energetico.

Vediamo nel seguente articolo come funziona il bonus e quando spetta.

Bonus condizionatori 2022: cos’è e come funziona

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Il bonus condizionatori è un’agevolazione fiscale valida fino al 31 dicembre 2022 rivolta ai cittadini privati che decidono di comprare un nuovo condizionatore o di sostituire il vecchio con uno a pompa di calore o a risparmio energetico.

L’incentivo, nel dettaglio, viene applicato sottoforma di detrazione (è possibile richiedere anche uno sconto immediato in fattura, tramite bonifico postale, bancario, o bonifico parlante):

  • del 50% nel caso di installazione di un nuovo apparecchio di classe energetica non inferiore alla A+;
  • del 65% se si sostituisce il vecchio condizionatore con un nuovo impianto a pompa di calore appartenente ad una classe energetica superiore.

Per quest’anno l’importo massimo di spesa è pari a 10.000 euro.

Bonus condizionatori 2022: i requisiti

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Per beneficiare della detrazione, tuttavia, è necessario che venga contestualmente eseguito uno dei seguenti interventi edilizi sull’immobile:

  • manutenzione straordinaria;
  • restauro;
  • risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia sul singolo appartamento;
  • restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su interi fabbricati da parte di imprese di costruzione o ristrutturazione o di cooperative edilizie che vendono o assegnano l’immobile entro 18 mesi dalla fine dei lavori;
  • ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, quando è stato dichiarato lo stato di emergenza;
  • manutenzione (ordinaria o straordinaria), restauro, risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Affinché la detrazione venga concessa, inoltre, i pagamenti devono essere effettuati con mezzi tracciabili.