Bonus contributo giovani: requisiti e importo

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
14/02/2022

Novità riguardo le pensioni: il governo sta pensando di introdurre il bonus garanzia giovani. L’idea è quella di rafforzare la pensione futura dei giovani lavoratori di oggi e del domani. Al momento si tratta solo di una proposta, ma vediamo comunque quanto c’è di vero a riguardo. Approfondiamo la questione.

Pensione

Il governo ha deciso di intervenire sul fronte pensioni, in particolare per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni per i più giovani. Ciò potrebbe avvenire tramite l’introduzione di un bonus contributivo, che consentirà ai lavoratori di oggi e del domani di avere una pensione più alta.

L’idea potrebbe essere più che valida, in quanto il futuro dei giovani in ambito pensionistico è tutt’altro che roseo. Al momento però si tratta solo di una proposta. Vediamo cosa cambierebbe con tale nuovo contributo giovani.

Bonus contributivo giovani: come funziona?

Pensione

Cerchiamo di capire come potrebbe funzionare il bonus contributivo per i giovani. Solitamente ad ogni lavoratore viene sottratta ogni anno una quota del reddito spettante, pari al 33%, per contribuire alla futura pensione. A titolo esemplificativo, per un reddito di 30 mila euro verrebbero accantonati circa 9900 euro.

Considerando l’introduzione del nuovo meccanismo, i 30 mila euro rivalutati all’1,5 o all’1,6 arriverebbero dunque a 14850 euro o 15840 euro.

Prima di ufficializzare l’effettiva proposta, i tecnici del Ministero dell’Economia vogliono elaborare e visionare al meglio i dati. Solo a quel punto sarà possibile valutare la fattibilità del nuovo bonus contributivo giovani.

Bonus contributivo giovani: cosa potrebbe cambiare?

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Vediamo subito cosa potrebbe cambiare con l’erogazione del bonus contributivo per i giovani. L’idea è quella di introdurre un sistema di rivalutazione dei contributi, versati da coloro che si trovano nel regime di contribuzione pura. Tale strumento consentirebbe di rivalutare gli eventuali periodi di disoccupazione, per le donne anche di sopperire ad eventuali periodi di maternità.

Va ribadito che al momento si tratta solo di una proposta, infatti ci sono ancora molti punti ciechi, come ad esempio quello della platea dei contribuenti cui è rivolto, se solo quelli con carriere discontinue o per tutti. Rimaniamo in attesa di novità a riguardo.