Bonus della vergogna: regalo da 5.500 euro ai deputati

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
30/11/2022

Un bonus dal valore di 5.500 euro per l’acquisto di cellulari e tablet ai deputati è stato approvato dalla Camera, con un importo aumentato del 120% rispetto al 2018.

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La Camera ha approvato un bonus rivolto ai deputati per l’acquisto di tablet, smartphone, schermi a 34 pollici, auricolari e pc, per un valore di 5.500 euro. Già nel 2018, sotto la presidenza di Roberto Fico, era stato confermato l’extra per computer e cellulari ma per un rimborso spese pari a 2.500 euro. Con il nuovo governo, l’importo aumenta del 120%.

La delibera di Montecitorio è stata firmata giovedì il 24 novembre dai questori della Camera. Il testo è stato firmato dagli onorevoli Paolo Trancassini di Fratelli d’Italia, Alessandro Manuel Benvenuto della Lega e Filippo Scerra del Movimento 5 Stelle.

Bonus per smartphone e tablet ai deputati

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Secondo quanto dichiarato dai tre politici firmatari a La Repubblica, si tratta di un bonus che soddisferà le “esigenze individuali e di aggiornamento tecnologico”.

L’importo è stato aumentato da 2.500 a 5.500 euro, dopo le passate lamentele, secondo cui il bonus fosse troppo esigue, come riportato da un ex questore di Montecitorio:

Dicevano che 2.500 euro non bastavano. Ma visto che si trattava di un provvedimento una tantum, che viene stabilito all’inizio del mandato, non abbiamo pensato di ritoccarlo.

Subito dopo le elezioni, il valore del bonus è stato aumentato del 120% e sono state modificate anche le regole per gli articoli di cancelleria di marca della Camera: penne, bloc notes, buste per le lettere e cd. Ai deputati è riservato un pacchetto di prodotti che “non concorrono alla determinazione dell’importo di 5.500 euro”, ma se ne vorranno di più dovranno attingere dal bonus.

Controlli e sanzioni

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Per quanto riguarda i controlli, quest’ultimi sono affidati al collegio dei questori e in seguito alle verifiche spetta il rimborso.

Un’altra novità riguarda le penali inserite dal Movimento 5 Stelle nel 2018 per limitare l’erogazione dei fondi. Infatti, erano previste trattenute nel caso in cui un parlamentare non partecipasse ad almeno il 50% delle sedute in Aula o non presentasse almeno l’80% delle proposte di legge o degli atti ispettivi in formato elettronico, per risparmiare sulla carta. Queste sanzioni non sono presenti nel provvedimento varato il 24 novembre, non c’è più traccia.