Bonus donne 2023: cos’è, come funziona e a chi spetta

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
18/11/2022

Il Ministero del Lavoro ha comunicato quali saranno le professioni e gli ambiti su cui potrà essere applicato il bonus donne. Vediamo insieme di cosa si tratta e chi potrà beneficiarne.

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Con il decreto n.327 del 16 novembre 2022, il Ministero del Lavoro ha comunicato quali saranno gli ambiti del 2023 su cui sarà applicato lo sgravio contributivo previsto dal bonus donne.

L’agevolazione in questione prevede una serie di incentivi per l’assunzione di lavoratrici svantaggiate che operano in settori caratterizzati da elevato gender gap, ossia da una forte disparità di genere. Nello specifico, superiore al 25 per cento.

Bonus donne 2023: settori e professioni

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Il Ministero del Lavoro ha pubblicato il 16 novembre il decreto n.327 tramite cui ha reso noti i settori e le professioni caratterizzate da un elevato gender gap e che di conseguenza potranno essere oggetto del bonus donne.

La misura è prevista dalla legge n.92/2012 e il nuovo provvedimento dell’esecutivo si è basato sulle elaborazioni effettuate dall’ISTAT in relazione al tasso di disparità medio del 2021, che è pari al 9,5 per cento.

I settori in cui sarà possibile assumere lavoratrici svantaggiate beneficiando dell’esonero contributivo sono agricoltura, industria e servizi.

Per quanto riguarda le professioni, il gender gap più ampio si riscontra tra gli ufficiali delle forze armate (96,5 per cento) e nella conduzione di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento (95,7 per cento).

Come funziona il bonus

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Il bonus donne, in generale, riguarda le lavoratrici caratterizzate da diverse condizioni di svantaggio. Non sono previsti limiti di età, gli unici requisiti per potere beneficiare dell’agevolazione sono i seguenti:

  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e residenza in regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali dell’Unione Europea;
  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 2 anni senza limiti di residenza;
  • assenza di un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi e attività lavorativa in settori economici caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere.

L’esonero, inoltre, si applica anche per l’assunzione di donne con almeno 50 anni d’età e disoccupate da più di un anno.

La Legge di Bilancio 2021 ha portato l’esonero contributivo al 100 per cento, nel limite massimo di importo di 6.000 euro, per il biennio 2021 e 2022. Dal 2023, salvo interventi nella prossima Legge di Bilancio, lo sgravio tornerà al 50 per cento.