Bonus edicole 2023: come funziona?

Tra le numerose agevolazioni che il governo ha lanciato nel 2023, vi è anche il così detto bonus edicole. Dal 15 Febbraio è infatti possibile presentare domanda per averlo. Il bonus è pensato per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico delle edicole.

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Da mercoledì 15 Febbraio è possibile presentare domanda per avere il bonus edicole 2023. Ma cos’è e come funziona? Il bonus è stato pensato per consentire la transizione digitale del settore. Le domande potranno essere presentate entro 30 giorni dall’apertura, quindi entro il 15 Marzo 2023. Vediamo nel dettaglio cos’è e come funziona il bonus edicola.

Bonus edicole: cos’è?

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Vediamo insieme cos’è e come funziona i bonus edicole 2023. La misura prevede l’erogazione una tantum di un contributo da 2.000 euro, con l’obiettivo di migliorare il servizio offerto. In particolare ciò che sarà valutato è il contributo tecnologico delle novità apportate.

Bonus edicole: a cosa serve?

Come detto, il fine del bonus è quello di portare delle novità nel campo tecnologico e digitale per gli edicolanti italiani. Nel dettaglio le novità finanziate saranno le seguenti:

  • la trasformazione digitale;
  • l’ammodernamento tecnologico;
  • l’attivazione di nuovi punti vendita;
  • la realizzazione di progetti di consegna a domicilio;
  • la fornitura di pubblicazioni agli esercizi commerciali limitrofi.

Bonus edicole: a chi spetta?

Chi saranno i beneficiari del bonus edicole? L’agevolazione in questione è rivolta a tutti gli esercenti di attività commerciali attivi nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici. Ma non solo: i bonus può essere erogato anche alle imprese di distribuzione della stampa che risiedono in Comuni con popolazione inferiore ai 5 mila abitanti.

Bonus edicole: quali sono i requisiti?

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Vediamo infine quali sono i requisiti per ottenere il bonus edicole. Nel dettaglio quelli da possedere sono i segeunti:

  • svolgere l’attività di rivendita esclusiva di giornali e riviste, con codice ATECO 47.62.10 come codice di attività primario;
  • non essere titolare di redditi da lavoro dipendente;
  • residenza fiscale in Italia e una stabile organizzazione sul territorio nazionale;
  • sede legale in uno Stato Ue o nel cosiddetto Spazio Economico Europeo;
  • risultare attivo all’interno del Registro delle Imprese (con i relativi codici ATECO ammessi all’agevolazione).

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