Bonus edilizi: tutti i limiti della cessione del credito

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
06/06/2022

Il sistema dei bonus edilizi, con a capo il Superbonus 110%, stanno mostrando tutti i segnali di debolezza del sistema della cessione del credito. Lo scenario più diffuso è quello in cui l’impresa che ha fatto i lavori non va ad incassare il pagamento, ottenendo però il credito fiscale con lo sconto in fattura.

superbonus 110

Cerchiamo di capire come funziona il sistema della cessione del credito e come mai tende ad incepparsi sul momento della riscossione. Una volta effettuati i lavori, l’impresa che ha effettuato l’opera non ottiene direttamente il pagamento, bensì un credito fiscale attraverso lo sconto in fattura. Questo diventa poi denaro liquido, una volta che viene scambiato con un istituto di credito: tale sistema però spesso si inceppa.

Vediamo quali sono gli effetti e quanti soldi sono ancora in sospeso.

Cessione del credito: quanti soldi sono fermi?

CISA lavori superbonus

Una volta aver spiegato, in linea di massima, come funziona il credito d’imposta cui sottostanno le imprese edili, cerchiamo di tramutare in numeri a quanto ammonta il denaro fermo che non entra nelle casse delle società. Secondo il calcolo effettuato dal Ministero dell’Economia, sono ben 5,2 i miliardi di euro fermi nei cassetti fiscali non ancora liquidati.

Di questi, ben 4 miliardi sono relativi a prime cessioni e sconti in fattura. Considerando lo sconto medio per il superbonus del 70% e per i bonus minori del 50%, la cifra che si ottiene è di circa 2,6 miliardi di euro. Ma a cosa è dovuto tutto questo ammontare di crediti non liquidati?

Cessione del credito: come mai così tanti soldi fermi?

Casa

La risposta alla domanda è spesso collegata al disagio normativo cui verte il settore dei bonus edilizi. Come spiega il segretario generale del Cna infatti: “In pochi mesi ci sono state ben sei modifiche al meccanismo della cessione dei crediti che hanno prodotto incertezza e confusione, con il risultato che ci sono oltre 5 miliardi di euro bloccati e di questi 2,6 miliardi sono nei cassetti fiscali delle nostre imprese, che non riescono a cederli. È necessario un intervento straordinario per trovare rapidamente una soluzione”.

Una delle conseguenze più importanti di tutto questo è che le imprese si trovano spesso esposte per cifre troppo elevate rispetto ai loro fatturati.