Bonus edilizia 2022: quali ditte possono eseguire i lavori?

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
17/11/2022

I cittadini, per poter accedere ad incentivi e agevolazioni sui lavori di ristrutturazione, devono affidare i lavori a ditte in possesso di determinati requisiti, sia legati alle condizioni e alla sicurezza degli operai, sia in relazione all’applicazione dei CCNL. Vediamo tutti i dettagli nel seguente articolo.

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Secondo la normativa in vigore, non è possibile accedere ai bonus edilizi in caso di violazione da parte delle ditte che svolgono i lavori delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei cantieri e se vengono meno le obbligazioni contributive accertate dagli organi competenti e comunicate alla direzione regionale delle entrate territorialmente competente.

Vediamo insieme tutti i dettagli sul tema.

Bonus edilizi 2022: le regole per le ditte

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La normativa in vigore relativa ai bonus edilizi impone ai soggetti interessati ad usufruire delle agevolazioni di rispettare determinati paletti. In primis, nell’ottica di eliminare il lavoro nero e mettere in sicurezza chi opera all’interno dei cantieri è previsto l’obbligo di rivolgersi esclusivamente ad aziende certificate.

La responsabilità di controllare che i requisiti siano rispettati spetta al direttore dei lavori e ai tecnici abilitati, che sono tenuti anche a dichiarare la conformità delle opere e degli interventi realizzati e la conformità alle normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica.

Inoltre, le ditte assunte per realizzare gli interventi ammissibili ai bonus devono presentare il DURC, il Documento Unico di Regolarità Contributiva, che dimostra la regolarità dei lavoratori in relazione ad assunzione, assicurazione e retribuzione.

Bonus edilizi e CCNL: come funziona

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A partire da quest’anno, inoltre, i lavori ammessi ai bonus edilizi possono essere affidati esclusivamente ad aziende che applicano i Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. Nello specifico, l’obbligo si rende necessario per gli interventi che superano i 70.000 euro e che hanno ad oggetto l’accesso ad uno o più dei seguenti bonus:

  • superbonus 110%;
  • bonus ristrutturazione;
  • ecobonus;
  • sismabonus;
  • bonus facciate;
  • bonus verde;
  • bonus per l’eliminazione delle barriere architettoniche, per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e per le cessioni dei crediti di imposta;