Bonus facciate 2021: come funziona per lavori di un solo condomino

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
06/08/2021

Il bonus facciate ha varie sfaccettature di applicazione e alcune di queste hanno regolamentazioni a parte. Uno dei casi più interessanti è quello che riguarda i lavori svolti da un solo condomino: vediamo insieme come funziona.

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Il bonus facciate può essere usato anche da un solo condomino, ossia da un solo contribuente che vive all’interno di un condominio. Ma cosa dice la normativa in questi casi?

L’Agenzia delle Entrate ha provato a frugare i dubbi in merito rispondendo con l’interpello del 21 luglio 2021, tramite cui ha spiegato le regole per usufruire della detrazione del 90% delle spese sostenute per i lavori di rifacimento della facciata.

Analizziamo la questione nel dettaglio.

Bonus facciate: ecco le regole per un solo condominio

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L’Agenzia delle Entrate ha fatto presente che per i lavori sulle parti comuni di un condominio si applica il criterio legale di ripartizione delle spese condominiali previsto dall’articolo 1123 del codice civile:

“Le spese necessarie per la conservazione e per il godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza sono sostenute dai condomini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, salvo diversa convenzione”.

Per quanto riguarda i lavori del bonus facciate, l’Agenzia ricorda che la detrazione spetta anche usando un criterio diverso da quello legale di ripartizione delle spese condominiali.

Ci sono però due condizioni:

  • l’assemblea dei condomini deve autorizzare gli interventi all’unanimità;
  • l’assemblea deve anche acconsentire al sostenimento delle relative spese da parte dell’Istante interessato agli interventi.

Quali documenti sono necessari?

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Le regole che prevedono la delibera dell’assemblea per procedere si applicano anche al condominio minimo, cioè quel tipo di edificio composto da un numero non superiore a otto condomini.

condomini minimi, però, non sono obbligati alla nomina dell’amministratore, e quindi non c’è nemmeno l’obbligo da parte di quest’ultimo di aprire un apposito conto corrente intestato al condominio.

In questo caso, quindi, si può usare il codice fiscale del condomino che ha effettuato gli adempimenti, ma rimane l’obbligo di dimostrare che gli interventi sono stati effettuati su parti comuni dell’edificio.