Bonus facciate 2021 su case vista mare: quando e come si può usare

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
18/09/2021

Il bonus facciate amplia il suo raggio di applicazione: potrà essere applicato anche alle case che si affacciano su uno specchio d’acqua, come ad esempio le case sul mare. Questa è stata la risposta data dall’Agenzia delle Entrate: vediamola più nel dettaglio.

Facciate

La grande novità sul fronte bonus facciate è che potrà essere applicato anche per le case con vista mare (o comunque che si affaccino su uno specchio d’acqua). Questa è la notizia recente data dall’Agenzia delle Entrate in risposta all’interpello n. 595 del 16 settembre.

Lo specchio d’acqua dinanzi l’edificio è assimilabile ad un spazio pubblico, necessario per effettuare l’intevento di restauro dell’immobile. Scopriamo i dettagli della vicenda e gli ambiti di appicazione.

Bonus facciate: okay per le case con vista sul mare

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Il bonus facciate si sostanzia al beneficiario come detrazione Irpef fino al 90% sulle spese sostenute tra il 2020 e il 2021 per interventi finalizzati al restauro o al recupero della facciata esterna degli edifici.

La caratteristica principale del bonus è che gli interventi sono necessari ad abbellire le città, dunque non è stato posto un limite massimo di spesa e possono parteciparvi tutti: persone fisiche o imprese, inquilini e proprietari, residenti e non nel territorio dello Stato. La condizione essenziale è che lo spazio antistante la facciata sia di interesse pubblico.

Con la risposta del 16 settembre, è stato considerato tale anche lo specchio d’acqua o la scogliera presente dinanzi case con vista mare.

Bonus facciate: come opera il requisito della visibilità?

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Le indicazioni dettate dall’Agenzia delle Entrate in materia non si discostano molto dalla norma in sè, dunque non c’è molto da meravigliarsi sull’okay definitivo dato dall’ente. L’interpello, infatti, parlava di un edificio che fosse visibile solo dal mare e da nessun’altra parte di interesse pubblico.

La risposta dell’ente è stata chiara:

“Non ricadono nelle esclusioni, contenute anche nella circolare 14 febbraio 2020, n. 2/E, riguardanti lavori su facciate interne di un edificio o su superfici confinanti con spazi interni: si ritiene pertanto, che le spese siano ammissibili”.