Bonus famiglia: le novità per il 2023

Via al bonus famiglia 2023. Tale bonus potrebbe spettare ai bisognosi che sono in possesso di tutti i requisiti chiave. Le novità non mancheranno di certo, ma è bene analizzare a fondo la situazione per capirne di più. Vediamo insieme le novità per il 2023.

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Potrebbero esserci novità in arrivo per quanto riguarda il bonus famiglia, o bonus baby-sitter. La misura non è stata inserita nella bozza della Legge di Bilancio 2023, ma è stato proposto un emendamento che potrebbe introdurla nella versione definitiva. Approfondiamo insieme cos’è e come funziona il bonus famiglia.

Bonus famiglia: ecco di cosa si tratta

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Il governo ha deciso di introdurre il bonus famiglia appena prima dello scoppio della pandemia, il 5 Marzo del 2020. La necessità è nata dalla sospensione delle attività scolastiche in quel brutto periodo. Ad un genitore con figli con massimo 12 anni poteva spettare o la possibilità di un congedo parentale o di richiedere tale bonus per il baby sitting.

Bonus famiglia 2023: i requisiti

Quali sono i requisiti per poter avere il bonus baby sitting? potranno ricevere il bonus da 500 euro al mese per il 2023 i genitori che abbiano un reddito pari o inferiore a 35.000 euro all’anno. Inoltre, i genitori in questione dovranno tornare a lavorare una volta terminato il periodo di astensione obbligatoria dal lavoro.

Bonus famiglia: quali sono gli importi?

Vediamo ora quanto può erogare il bonus baby sitting per le famiglie che ne sono beneficiarie. In primis, il governo avrebbe stanziato circa 1,5 miliardi di euro da poter sfruttare fino al 2023. Ai genitori beneficiari sarebbe spettato un importo minimo di 500 euro, e un massimo per nucleo familiare di 1.200 euro.

Requisiti professionali: quali vanno soddisfatti?

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Ci sono inoltre dei requisiti professionali che devono essere soddisfatti. Questi sono i seguenti:

  • lavorano nel settore privato;
  • sono iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata;
  • sono lavoratori autonomi iscritti all’INPS o alle casse professionali;
  • lavorano come dipendenti nel settore sanitario pubblico e privato accreditato;
  • fanno parte del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per gestire le necessità collegate all’emergenza Covid-19.

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