Bonus giovani PD: si può fare davvero?

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
02/08/2022

La bomba sganciata dal leader del PD Enrico Letta ha letteralmente scosso gli italiani: i tratta della possibilità di versare una dote da 10 mila euro per chi compirà 18 anni. Tali soldi dovranno essere utilizzati per fini culturali e scolastici. Ma è veramente possibile attuare questo ambizioso progetto?

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Il Partito Democratico, dopo averne già parlato in passato, ha definitivamente sganciato la bomba relativa al bonus giovani da dieci mila euro. Questa dote potrà essere utilizzata solamente per rette scolastiche, culturali e universitarie. La somministrazione avverrà solamente per coloro che rientrano entro certi requisiti reddituali fissati dal regolamento.

L’obiettivo del seguente articolo è capire se si tratta di una trovata elettorale o di una realtà fattibile? Approfondiamo insieme la questione.

Bonus giovani: è veramente fattibile?

Soldi

Facciamo in primis chiarezza circa la fattibilità del bonus giovani a livello economico per le casse dello Stato. A finanziare la misura sarà un aumento della tassazione dei soggetti con patrimoni molto elevati. L’Italia è uno degli stati in cui la tassa sulle successioni è più bassa: in Francia arriva fino al 45%, nel Regno Unito al 40%, in Spagna al 34% e in Germania al 30%. Valori che sono estremamente più alti rispetto a quello italiano, che si ferma al 4%.

Tale situazione è chiaramente un vantaggio per i fortunati che hanno patrimoni milionari, ma allo stesso tempo garantisce allo Stato entrate più basse rispetto al resto d’Europa. Il rischio delle fughe di capitali potrebbe essere una delle conseguenze.

Tassa di successione: cosa propone Letta?

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Vediamo però cosa propone il Pd per cercare di accaparrarsi il maggior numero di voti possibili alla prossima tornata elettorale. Stando a quanto annunciato da Letta la tassa, che attualmente in Itali ammonta al 4%, dovrebbe essere alzata almeno fino al 20%.

Con questa strategia, il Pd confida di ricavare i 3 miliardi di euro che andrebbero a finanziare gli studi futuri di moltissimi neo maggiorenni.