Bonus idrico 2022, boom di domande: quando si può richiedere

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
11/03/2022

Continua a riscuotere un enorme successo il bonus idrico 2022, l’incentivo riconosciuto sottoforma di contributo di 1.000 euro alle persone fisiche che sostituiscono sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto, oppure rubinetti, soffioni e colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato. Secondo gli ultimi dati, la metà dei fondi sarebbe già stata destinata.

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È boom di domande per il bonus idrico 2022, il contributo di 1.000 euro riconosciuto alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscono su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto, oppure rubinetti, soffioni e colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.

Secondo i dati resi noti dal Ministero della Transizione Ecologica, ad oggi sarebbe già stato destinato il 50% del totale delle risorse stanziate per la misura.

Bonus idrico 2022: esaurita la metà dei fondi

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Dal momento dell’apertura ufficiale della piattaforma, avvenuta lo scorso 17 febbraio, c’è stato un vero e proprio boom di domande per il  bonus idrico, l’incentivo attraverso cui è possibile richiedere il rimborso per gli interventi di efficientamento dei consumi idrici.

Ad oggi, secondo quanto comunicato dal MiTE, sono stati già destinati circa 10 milioni di euro, la metà del totale delle risorse stanziate, con una spesa media di 761 euro per richiedente.

Lo stesso Ministero, inoltre, ha ribadito che il bonus idrico viene riconosciuto nel limite massimo di 1.000 euro per ciascun beneficiario e può essere richiesto una sola volta per abitazione.

Bonus idrico 2022: come funziona

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Il bonus idrico 2022 può essere richiesto dallo scorso 17 febbraio, data di apertura delle procedure di domanda. Il bonus, ricordiamo, consiste in un contributo di 1.000 euro riconosciuto alle persone fisiche, residenti in Italia, che sostituiscono su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o singole unità immobiliari sanitari in ceramica con nuovi apparecchi a scarico ridotto, oppure rubinetti, soffioni e colonne doccia con nuovi apparecchi a flusso d’acqua limitato.

Nel dettaglio, l’agevolazione è riconosciuta per le spese sostenute per:

  • la fornitura e la posa in opera di vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico, compresi le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti;
  • la fornitura e l’installazione di rubinetti e miscelatori per bagno e cucina, compresi i dispositivi per il controllo di flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto, e di soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto, compresi le eventuali opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti.