Bonus in busta paga da 95 euro: cos’è, beneficiari e clausole

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
07/11/2021

Recentemente è avvenuto l’accordo tra le parti sociali che ha stabilito un aumento in busta paga di 95 euro per una determinata categoria di lavoratori. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta e a quale categoria di lavoratori si riferisce.

cash soldi pagamenti

L’accordo raggiunto dai sindacati riguarda in particolare il rinnovo di contratto di una determinata categoria di lavoratori dipendenti, il quale si stima ammonti a circa 50 mila unità. Effettuando il rinnovo, questi lavoratori avranno a disposizione circa 95 euro in più al mese in busta paga, per 13 mensilità, pari a circa 1235 euro in più all’anno.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta e a quali categorie di lavoratori è rivolto.

Bonus in busta paga da 95 euro: per quali categorie?

Assistenza, Sociale

Vediamo a quali categorie di lavoratori è rivolto il bonus in busta paga da 95 euro. Il rinnovo contrattuale che porterà l’aumento in busta paga riguarda i lavoratori dipendenti da enti e autorità ecclesiastiche aderenti all’Associazione Gestori Istituti Dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica (Agidae). I lavoratori coinvolti devono svolgere attività nei servizi socio sanitari, socio assistenziali educativi e nell’area accoglienza e di servizi nelle attività turistiche, culturali e sportive.

Il raggiungimento dell’accordo contrattuale è stato accolto con entusiasmo da numerosi sindacati, si attende ora il responso di lavoratori e lavoratrici.

Bonus in busta paga 95 euro: le clausole del rinnovo contrattuale

Sindacati

La proposta contrattuale avanzata dalle parti sociali, ha posto degli aggiornamenti su alcune questioni contrattuali tra cui:

  • Il capitolo del mercato del lavoro, con l’inserimento della clausola di stabilizzazione di almeno il 25% del personale a tempo determinato nel caso in cui il datore di lavoro deroghi ai 24 mesi previsti dal decreto Dignità;
  • Il sistema di classificazione del personale, con la creazione di una nuova categoria “D2”, in cui verranno collocati psicologici, assistenti sociali e pedagogisti, attualmente collocati in categoria “D1”;
  • Sul fronte tutele e diritti, per la prima volta in un contratto del terzo settore, è stata convenuta l’integrazione al 90 per cento della maternità obbligatoria;
  • Sul capitolo dell’assistenza sanitaria integrativa l’ipotesi di accordo conferma il contributo di 5 euro per assistenza sanitaria integrativa a carico delle strutture ed introduce un contributo di 2 euro a regime a carico del lavoratore per giungere all’erogazione di prestazioni di Long Term Care.