Bonus internet fino a 100 euro: cos’è e come funziona

Gli incentivi per la banda ultralarga offriranno voucher da 100 euro per famiglie senza connessione o con velocità di download bassa. Questa iniziativa, gestita da Infratel, prevede una distribuzione dei fondi su base regionale e permette la trasferibilità del voucher, ma limita l’accesso a chi non ha avuto connessione negli ultimi 6 mesi.

Dopo due anni di attesa, si sta per assistere all’introduzione degli incentivi per l’attivazione delle connessioni Internet ultraveloci. Infratel, società affiliata al ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha lanciato la consultazione pubblica per la seconda fase del “Piano voucher per la promozione delle connessioni ultraveloci nelle famiglie”.

Bonu internet: di cosa si tratta

Il programma mira a incentivare la richiesta di connessioni ad alta velocità in tutte le zone del Paese, con l’intento di aumentare il numero di famiglie che usufruiscono di servizi digitali tramite reti ad alta velocità.

Indirizzata alle famiglie, l’iniziativa prevede la concessione di un voucher di 100 euro, applicato come sconto sull’attivazione e sui canoni mensili del servizio, inclusa la fornitura del modem, per un periodo fino a 24 mesi.

Chi può richiedere il voucher

Le famiglie che possono richiedere il voucher sono quelle prive di connessione o con una velocità di download inferiore a 30 Mbit/s, con l’obiettivo di attivare abbonamenti con almeno 300 Mbit/s in download.

Flessibilità e limitazioni

Il voucher, come specificato da Infratel, sarà trasferibile in qualsiasi momento e consentirà ai clienti di cambiare abbonamento senza vincoli contrattuali. Tuttavia, solo le famiglie senza connessione negli ultimi 6 mesi possono richiedere il voucher per nuove attivazioni.

Revisione del progetto e distribuzione dei fondi

Il Sole 24 Ore riporta modifiche al progetto iniziale dopo i colloqui con la Commissione europea: l’importo del voucher è stato ridotto da 300 a 100 euro, ma con un totale di 400 milioni di euro già stanziati.

I fondi dovrebbero essere assegnati su base regionale, con un 80% destinato al Sud. Famiglie già beneficiarie della prima fase potrebbero essere escluse dall’incentivo.