Bonus madri disoccupate 2022: importi, requisiti e come ottenerlo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
21/08/2022

È attivo anche quest’anno il bonus maternità erogato dai Comuni per le madri disoccupate senza una copertura previdenziale obbligatoria. L’assegno mensile spetta per le nascite, gli affidamenti preadottivi e le adozioni avvenute nei 6 mesi antecedenti alla richiesta. Vediamo tutti i dettagli della misura nel seguente articolo.

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Anche quest’anno le madri disoccupate senza una copertura previdenziale obbligatoria possono beneficiare di un particolare bonus erogato dai Comuni.

Le mamme senza lavoro in possesso di determinati requisiti economici, infatti, hanno diritto a percepire l’assegno per un massimo di 5 mensilità: vediamo insieme tutti i dettagli della misura.

Bonus madri disoccupate 2022: cos’è e quando spetta

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Il bonus madri disoccupate viene erogato dai Comuni alle mamme che non hanno copertura previdenziale obbligatoria e che non rientrano nelle categorie beneficiarie del congedo di maternità INPS.

L’assegno mensile può essere richiesto in caso di nascita, affidamento preadottivo e adozione avvenuta nei 6 mesi antecedenti alla richiesta, dalle madri con un ISEE non superiore a 17.747,58 euro.

Possono accedere a tale strumento anche le lavoratrici occupate che non hanno diritto a trattamenti economici di maternità o, in misura parziale, qualora queste beneficino di trattamenti d’importo inferiore a quello dell’assegno (per la quota differenziale).

Bonus madri disoccupate 2022: importi e domande

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Al pari del congedo di maternità INPS, anche il bonus madri disoccupate spetta per una durata massima di 5 mensilità. L’importo massimo dell’assegno per il 2022 è di 1.773,65 euro.

La richiesta di accesso al bonus va presentata direttamente al Comune, secondo le modalità indicate dall’amministrazione di riferimento, e necessariamente entro 6 mesi dal verificarsi dell’evento che dà luogo alla prestazione. Nonostante la domanda vada presentata al Comune, l’assegno viene erogato dall’INPS, in un’unica soluzione e non oltre i 45 giorni successivi dalla data di ricezione dei dati trasmessi ai Comuni.

L’assegno non costituisce reddito ai fini fiscali e previdenziali ed è cumulabile con altri bonus famiglia.