Bonus Mamme 2024, la beffa: l’importo ridotto quasi del 50% in busta paga

Il cosiddetto “bonus mamma”, annunciato anche per questo 2024, da misura di sostegno importante pare essersi ridotta a mini bonus con beffa.. Questo strumento finanziario, introdotto con l’intenzione di alleggerire il carico economico delle madri lavoratrici a tempo indeterminato con due o più figli, prometteva un miglioramento tangibile nella vita quotidiana di queste donne.

La realtà per il Bonus Mamma si è rivelata meno rosea del previsto, generando non poco sconcerto tra le destinatarie.

La premessa era allettante: un incremento fino a 250 euro sulla busta paga, grazie a un’esenzione contributiva pensata per sostenere la natalità e alleggerire le spese delle famiglie più numerose. Tale misura aveva l’obiettivo di ridurre il carico dei contributi previdenziali dovuti all’INPS, rendendo più leggero il bilancio mensile delle famiglie beneficiarie. Su carta, un’iniziativa lodevole, volta a premiare la maternità e a offrire un sostegno concreto alle madri lavoratrici.

Bonus Mamma tagliato del 50%?

Tuttavia, la realtà ha mostrato un volto differente. Con l’arrivo delle buste paga di febbraio, molte madri hanno scoperto che l’aumento promesso era ben lontano dalle aspettative. L’incremento netto si è rivelato molto modesto, sfumando la promessa di un sostegno economico significativo. Questa discrepanza ha lasciato un amaro in bocca, trasformando il bonus mamma da potenziale aiuto a motivo di frustrazione.
I 250 euro sono diventati lordi e l’importo netto in busta paga è sceso a soli 142 euro al mese (o 1.700 euro all’anno)

Bonus pensato male? Chi guadagna di più riceve un bonus maggiore

L’illusione di un aiuto sostanziale si dissolve analizzando i meccanismi di calcolo dell’esonero contributivo e del suo impatto sul netto percepito. Il bonus, infatti, influisce sul reddito imponibile, determinando un aumento dell’IRPEF e riducendo di fatto il vantaggio netto per le lavoratrici. Inoltre, il sistema di calcolo basato sul reddito introduce un paradosso: chi guadagna di più beneficia di uno sconto maggiore, penalizzando proporzionalmente chi ha stipendi più bassi. In questo modo, la misura finisce per favorire le fasce di reddito più elevate, allontanandosi dall’obiettivo di equità sociale.

Per accedere a questo bonus, le madri devono comunicare al proprio datore di lavoro o direttamente all’INPS i codici fiscali dei figli a carico. Nonostante le criticità, il bonus rappresenta pur sempre un beneficio aggiuntivo, un piccolo sollievo finanziario in un contesto economico spesso sfavorevole per le famiglie numerose.