Bonus matrimonio 2021: cos’è e chi può richiederlo

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
06/07/2021

Nel decreto legge Sostegni bis è presente anche il bonus matrimonio, un incentivo pensato sia per far risparmiare gli sposi che per sostenere i settori della ristorazione e del wedding, senza dubbio tra i più colpiti dalle restrizioni causa Covid. Vediamo insieme come funziona.

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Il settore del wedding è stato sicuramente uno dei più in difficoltà nel corso dell’ultimo anno e mezzo.

Per tale motivo, il Governo Draghi ha pensato di introdurre un bonus matrimonio, un incentivo rivolto sia agli sposi, sottoforma di detrazione, che alle imprese operanti nel settore, tramite dei contributi a fondo perduto.

Vediamo più nel dettaglio come funziona il bonus matrimonio 2021 e chi può farne richiesta.

Bonus matrimonio 2021 per gli sposi

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Il bonus matrimonio è un incentivo contenuto del dl Sostegni bis e pensato per sostenere sia gli sposi nell’organizzazione della cerimonia che le imprese di ristorazione e del wedding.

In riferimento ai primi, la modalità di aiuto prevista dal dl Sostegni è quella della detrazione del 25% di alcune tipologie di spese sostenute per il matrimonio e per la festa per un massimo di 25.000 euro.

La detrazione, che verrà ripartita in cinque quote annuali di pari importo, può essere fatta valere per:

  • il servizio di wedding planner;
  • il servizio di catering;
  • il servizio fotografico;
  • l’affitto dei locali;
  • gli abiti degli sposi (più il trucco e le acconciature);
  • gli addobbi floreali.

Bonus matrimonio 2021 per le imprese

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Come detto, però, il bonus matrimonio non è stato pensato solamente per gli sposi.

I settori del wedding e della ristorazione, infatti, sono risultati tra i più colpiti dalla crisi dovuta alla pandemia da Covid-19. Per tale motivo, il Governo Draghi ha disposto degli specifici contributi a fondo perduto a favore delle imprese operanti in questi due settori, residenti nel territorio italiano e con determinati requisiti:

  • devono svolgere attività d’impresa, arte o professione nel settore della ristorazione collettiva o in quello del wedding (identificazione tramite codici ATECO);
  • devono aver registrato un calo del fatturato annuale tra il 2019 e il 2020.

Il contributo a fondo perduto ammonterà al 30% della differenza tra il calo del fatturato annuale del 2020 e quello del 2019.

Per le imprese avviate nel 2019 o nel 2020, invece, l’importo del bonus sarà fisso e pari a 5.000 euro.