Bonus matrimonio: requisiti, importi e beneficiari

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
07/12/2022

La Lega ha proposto un nuovo bonus matrimonio, che a differenza del precedente dovrebbe essere rivolto agli sposi. Si tratta di un bonus da 20 mila euro, destinato alle coppie under 35 con un reddito ISEE non superiore ai 23 mila euro. Cerchiamo di capire insieme come funziona e a chi è rivolto il nuovo bonus voluto dalla Lega.

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La Lega, guidata da Matteo Salvini, sta proponendo moltissime novità in vista dell’approvazione della legge di Bilancio, molte delle quali orientate a garantire un aumento del reddito per le famiglie. Tra queste proposte vi è quella del bonus matrimonio: si tratta di una misura completamente differente da quella già in essere.

Questa infatti sarebbe orientata agli sposi e non alle società di catering o wedding planner, come previsto dal bonus precedente. Vediamo come dovrebbe funzionare e come è stata accolta a livello politico.

Bonus matrimonio: a chi è rivolto questa volta?

Matrimonio

Nuovo bonus matrimonio, ma cambiano i beneficiari. La nuova proposta della Lega si differenzia dalla misura in essere, che ricordiamo era orientata per le imprese organizzatrici di eventi del genere. In questo caso il bonus sarà tutto per gli sposi, che potranno godere di 20 mila euro a seguito del possesso o meno di determinati requisiti.

Le somme erogate dal bonus arriveranno in cinque rate annuali da 4 mila euro ciascuna, permettendo così alla coppia di avere soldi per affrontare i primi anni, che sono sicuramente i più difficili. Il bonus spetterebbe a coloro che hanno meno di 35 anni e con Isee non superiore a 23 mila euro.

Bonus matrimonio: solo per chi si sposa in chiesa?

Matrimonio

Notare bene, la proposta della Lega ha un ulteriore requisito da soddisfare: si tratta di dover effettuare il matrimonio seguendo il rito religioso cristiano, ossia in chiesa. Questo è stato deciso in quanto sono sempre di più le coppie che si allontanano dall’altare per eseguire il matrimonio civile in Comune ad esempio.

L’idea del bonus è quella di far riavvicinare le neo famiglie alla cultura italiana dei matrimoni in chiesa e non più in Comune, elargendo però grandi somme di denaro.