Il bonus mobili è un importante contributo che permette ai cittadini italiani di beneficiare di una detrazione del 50% sull’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici per le loro case. Ma c’è un dettaglio importante a cui prestare attenzione per non rischiare di perderlo.
Il bonus mobili è un contributo che il governo concede ai cittadini italiani, i quali possono beneficiare di una detrazione del 50% rispetto alle spese sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici nelle loro abitazioni. Tuttavia c’è una condizione particolare che deve essere rispettata per non rischiare di perdere il bonus, vediamo insieme di che cosa si tratta.
Pe poter avere diritto a diversi bonus è infatti necessario eseguire un cosiddetto bonifico parlante, un tipo di pagamento che richiede l’indicazione della causale di versamento, del codice fiscale di chi beneficia della detrazione e dei dati fiscali di colui a cui è destinato il bonifico (impresa o un fornitore). Senza tali dati si perde la possibilità di aver diritto alla detrazione fiscale.
Sul bonifico parlante vi è anche una ritenuta d’acconto con aliquota pari all’8%, che viene effettuata dalla stessa posta o dalla banca, per cui l’impresa o il fornitore riceveranno un bonifico che non tiene conto di questo 8% di ritenuta. Tale modalità di pagamento è richiesta per il bonus ristrutturazione del 50%, superbonus, sisma bonus ordinario, ecobonus ordinario, colonnine di ricarica, bonus facciate e bonus per le barriere architettoniche del 75%.
Bonus mobili: attenzione a questo dettaglio per non perderlo
Tuttavia l’Agenzia delle Entrate precisa che se si commette un errore nella causale del pagamento, non si perde il bonus come invece succede se si fanno errori sulla ritenuta d’acconto dell’8%. In quel caso prima di perdere il bonus si può rifare il bonifico o chiedere all’impresa o al fornitore di attestare per iscritto di aver contabilizzato tutto correttamente lo stesso.
Il bonus mobili e grandi elettrodomestici richiede che il pagamento sia tracciabile come indicato nella Circolare Agenzia Entrate n. 17/E del 2023, cioè che sia effettuato tramite bonifico bancario, carta di debito o di credito. In questo caso quindi è possibile anche fare un bonifico ordinario non parlante.



