Bonus padri separati 2022 in arrivo: cos’è e a chi spetta

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
01/08/2022

Mancano soltanto tre firme affinché il bonus padri separati entri in vigore. Stiamo parlando dell’assegno dal valore di 800 euro rivolto ai genitori separati che hanno subito una riduzione del reddito per colpa della pandemia. Scopriamo insieme di cosa si tratta.

father-son-spending-time-together

Il bonus padri separati potrebbe presto diventare realtà. La misura era già prevista dal decreto Sostegni 2021, ma i tecnici lo considerarono inapplicabile.

Dopo più di un anno, mancano tre firme affinché il bonus entri in vigore. Inizialmente, la prima versione del testo elargiva la misura soltanto a chi era separato o divorziato, escludendo le coppie di fatto. Inoltre, il rischio era che un padre in difficoltà economiche potesse tenere per sé l’assegno.

Il testo è stato riscritto e modificato tramite alcuni emendamenti e verrà firmato nei prossimi giorni dalla ministra alla Giustizia, Marta Cartabia, alle Pari opportunità e famiglia, Elena Bonetti, e dal ministro all’Economia, Daniele Franco.

Vediamo insieme di cosa si tratta nel dettaglio.

Bonus padri separati 2022: cos’è e a chi spetta

fisherman-with-his-son-holding-fishing-net-near-lake

Il bonus padri separati consiste in un assegno dal valore massimo di 800 euro al mese rivolto a quei genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento ai propri figli per colpa di una diminuzione del reddito causata dalla pandemia.

Nello specifico, l’assegno spetta a quel genitore:

che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore.

Nel testo viene specificato che il reddito di chi fa domanda per il bonus deve essere inferiore o uguale a 8.174 euro nell’anno in cui si chiede. Chi ne ha diritto è un padre, tenuto a pagare gli alimenti:

che ha ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di 90 giorno o per una riduzione del reddito di almeno il 30% rispetto a quello percepito nel 2019.

Sono esclusi tutti coloro che hanno ricevuto, anche solo parzialmente, l’assegno di mantenimento nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022.