Bonus padri separati: cos’è e come funziona

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
18/08/2022

Arriva un nuovo bonus per coloro che hanno avuto situazione economica difficile a seguito della pandemia e della recente crisi inflazionistica. Si tratta del bonus padri (e madri) separati. Tale misura consente ai beneficiari di avere 800 euro al mese di reddito extra. Vediamo come si può ottenere e come funziona.

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Le separazioni tra genitori sono sempre più frequenti e spesso una parte si ritrova in condizioni economiche migliore rispetto all’altra. Per la parte che attraversa uno stato di crisi economica, il governo sta pensando di introdurre il bonus padri e madri separati. Con questo sarà più semplice mantenere sé stessi e versare i soldi per il mantenimento dei figli.

Approfondiamo la questione e vediamo come funziona il bonus.

Bonus padri e madri separati: obiettivo raggiunto per il Ministro Bonetti

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Aver raggiunto l’accordo politico per quanto riguarda l’approvazione del bonus padri e madri separati, è considerato un grande successo dal Ministero per le pari opportunità. Ad esultare per il traguardo raggiunto troviamo in primis il Ministro Bonetti, che a riguardo ha dichiarato:

Si tratta di una misura che ha avuto un lungo iter perché nella formulazione con cui la Lega l’aveva presentata era di fatto inapplicabile. Era buona in gran parte degli intenti ma è stato necessario modificarla per renderla applicabile e equa verso tutti i figli di coppie separate.

Bonus padri e madri separati: ecco come averlo

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Vediamo ora quali sono i requisiti per avere il bonus padri e madri separati. Il bonus mette sul piatto una somma ingente, si parla di 800 euro al mese, equivalenti a 9.600 euro all’anno. Per ottenerlo però il richiedente deve rientrare in determinati parametri di reddito fissati dal regolamento del bonus. Il principale è che il contribuente non deve superare i 8.174 euro di reddito.

Ma non basta, c’è infatti un altro requisito economico da rispettare: il richiedente deve aver cessato la propria attività lavorativa dall’8 marzo 2020 per una durata di almeno 90 giorni. Deve dimostrare di aver avuto una riduzione del 30% del fatturato rispetto al 2019.