Bonus padri separati da 800 euro: di cosa si tratta e beneficiari

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
15/09/2022

Il bonus padri separati consiste in un assegno dal valore di 800 euro per i genitori separati che hanno subito una riduzione del reddito in seguito alla pandemia. Vediamo insieme di cosa si tratta e a chi spetta.

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Il bonus padri separati era già previsto dal decreto Sostegni 2021, ma i tecnici lo considerarono inapplicabile poiché la prima versione del testo elargiva la misura soltanto a chi era separato o divorziato, escludendo le coppie di fatto. Inoltre, il rischio era che un padre in difficoltà economiche potesse tenere per sé l’assegno.

Riscritto e modificato tramite alcuni emendamenti, il bonus è entrato ufficialmente in vigore. Ma di cosa si tratta e a chi spetta? Vediamo insieme cosa prevede la normativa in merito.

Bonus padri separati 2022: a quale genitore spetta?

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Il bonus padri separati consiste in un assegno dal valore massimo di 800 euro al mese rivolto a quei genitori che non riescono a pagare l’assegno di mantenimento ai propri figli per colpa di una diminuzione del reddito causata dalla pandemia.

Nello specifico, l’assegno spetta a quel genitore:

che deve provvedere al mantenimento proprio e dei figli minori, nonché dei figli maggiorenni portatori di handicap grave, conviventi, che non abbia ricevuto, del tutto o in parte, l’assegno di mantenimento a causa dell’inadempienza del genitore.

Dal testo, si evince dunque, che i soldi del bonus saranno accreditati non al soggetto obbligato a corrispondere l’assegno di mantenimento, generalmente il padre, quanto al genitore destinatario, ossia la madre.

Bonus padri separati: i requisiti

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Nel testo viene specificato che il reddito di chi fa domanda per il bonus deve essere inferiore o uguale a 8.174 euro nell’anno in cui si chiede. Chi ne ha diritto è un padre, tenuto a pagare gli alimenti:

che ha ridotto o sospeso la propria attività lavorativa a decorrere dall’8 marzo 2020 per una durata minima di 90 giorno o per una riduzione del reddito di almeno il 30% rispetto a quello percepito nel 2019.

Sono esclusi tutti coloro che hanno ricevuto, anche solo parzialmente, l’assegno di mantenimento nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2022.