Bonus pensione per giovani e donne 2022: cos’è e come funziona

Tra le proposte per migliorare il funzionamento del sistema pensionistico, vi è quella della pensione di garanzia per giovani e donne che si trovano in condizione precaria. Vediamo in cosa consiste la nuova proposta volta a migliorare la condizione di donne e giovani.

Lavoro

Il mondo del lavoro sta cambiando in fretta, in particolar modo nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, e a risentirne sono in particolare i giovani e le donne, caratterizzati da lavori precari e con poche garanzie. La volontà del governo è quella di invertire il trend e cercare di instaurare un bonus apposito.

Si tratta di una pensione di garanzia, che andrebbe ad assistere proprio i soggetti più deboli in questo momento, garantendo una pensione dignitosa una volta terminata la carriera lavorativa.

Pensioni 2022: come funziona la pensione di garanzia?

Imprese, Donne

Vediamo in primis come funziona la pensione di garanzia, che il governo sta seriamente pensando di attuare in difesa delle donne e dei giovani. Si tratta di un assegno pensionistico, che verrà garantito a donne e giovani, anche per coloro che vertono in una condizione di precariato. Per poterne usufruire è però necessario essere in possesso di tutti i requisiti necessari.

Qualora dovesse passare la proposta del governo, il bonus garantirebbe alle categorie identificate la copertura pensionistica dei periodi di stage, tirocinio e formazione. In ogni caso tutti i periodi in cui non sarebbe garantita la copertura previdenziale da parte dello Stato.

Bonus contributivo: cosa si sta valutando?

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Al momento sono in corso le trattative per stabilire quanto sia effettivamente l’ammontare del bonus. Stando a delle indiscrezioni, si sta valutando di versare per ogni anno di lavoro, sei mesi di contributi statali. Alternativamente a questo scenario, si valuta l’attuazione di un bonus una tantum.

Si attendono le valutazioni dei tecnici del Ministero dell’Economia per capire quale sia la scelta più giusta, anche in ottemperanza dei vincoli del bilancio statale. Ciò non toglie che si tratterebbe di una vera e propria svolta in favore delle classi più in difficoltà in ottica pensionistica.

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