Bonus pubblicità 2022: spetta anche per spese effettuate tramite terzi?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
25/08/2022

Il bonus pubblicità è stata introdotto con l’obiettivo di aiutare aziende che operano nel settore editoriale e le imprese che voglio avvalersi di campagne promozionali e pubblicitarie. A proposito del bonus, un interpello è pervenuto all’Agenzia delle Entrate il quale chiede se l’agevolazione spetta anche per spese effettuate tramite terzi. Vediamo insieme cosa ha risposto l’ente.

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Il bonus pubblicità è un’agevolazione che si rivolge alle aziende che operano nel settore editoriale e le imprese che voglio avvalersi di campagne promozionali e pubblicitarie.

Recentemente all’Agenzia delle Entrate è pervenuto un interpello da parte di un contribuente il quale chiede se il credito d’imposta previsto dal bonus possa essere fatto valere anche nel caso in cui il committente nei confronti della società editoriale sia un soggetto terzo rispetto al beneficiario, vale a dire l’agenzia pubblicitaria.

Vediamo insieme cosa ha risposto a tal proposito l’Agenzia delle Entrate.

Bonus pubblicità: l’interpello del contribuente

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L’interpello pervenuto all’Agenzia delle Entrate è il n.421 del 2022 e chiedeva se il credito di imposta previsto nel bonus pubblicità possa essere fatto valere anche nel caso in cui il committente nei confronti della società editoriale sia un soggetto terzo rispetto al beneficiario, cioè l’agenzia pubblicitaria. Naturalmente chiede se il cliente possa ottenere il beneficio relativo solo ai costi della pubblicità e non anche i costi relativi ai servizi “ancillari e complementari”.

Bonus pubblicità: la risposta dell’Agenzia delle Entrate

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Il bonus pubblicità è stato disciplinato dall’articolo 57-bis decreto legge 24 aprile 2017 n. 50, che riconosce il beneficio in favore di:

Lavoratori autonomi e agli enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Affinché si possa ottenere il riconoscimento del credito di imposta, tali soggetti devono essere iscritti al Roc (Registro Operatori di Comunicazione).

L’Agenzia delle Entrate ha risposto che la norma specifica che il beneficio può essere riconosciuto solo quando vi è un rapporto diretto tra l’impresa/lavoratore autonomo che vuole avvalersi del beneficio e la stampa/emittenti (comprese le società concessionarie dei vari mezzi stampa) che offrono spazi pubblicitari. Sottolinea che

non possono considerarsi agevolabili le spese per investimenti in campagne pubblicitarie operate indirettamente mediante la fruizione (e il relativo pagamento) di servizi resi da soggetti terzi.