Bonus registratori di cassa 2023: cos’è e come funziona

Tra gli interventi previsti dal decreto Aiuti quater per le imprese del terzo settore, uno in particolare introduce un credito d’imposta per l’adeguamento dei registratori di cassa. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Il decretoAiuti quater“, convertito nella legge 6 del 2023 e pubblicato il 17 gennaio sulla Gazzetta Ufficiale, prevede diversi bonus, crediti d’imposta e aiuti per le imprese, il Terzo Settore, i commercianti e le famiglie. In particolare, viene previsto un credito d’imposta per gli esercenti che svolgono attività di commercio al minuto e che sono obbligati a memorizzare e trasmettere telematicamente i dati dei corrispettivi giornalieri dei registratori telematici di cassa, al fine di agevolare la nuova lotteria degli scontrini istantanea.

Bonus registratori di cassa: di cosa si tratta

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Questo bonus sarà pari al 100% dei costi sostenuti nell’anno in corso, fino a un massimo di 50 euro per ogni dispositivo adeguato, e viene erogato a partire da quest’anno.

A chi spetta

Il credito d’imposta è destinato alle attività di commercio al minuto e a quelle assimilate previste dall’articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 633 del 1972 e spetta ai soggetti passivi IVA che devono registrare e inviare le informazioni sui corrispettivi giornalieri dei propri registratori telematici di cassa. Gli esercenti dovranno fare attenzione all’avanzamento dei fondi per non rimanere senza credito d’imposta, nonostante l’adeguamento del registratore, poiché il governo ha stanziato risorse pari a 80 milioni di euro per il bonus sui registratori automatici di cassa.

Qual è l’importo

Il Decreto Aiuti quater prevede anche per il 2023 un contributo per l’adeguamento dei registratori di cassa, che non è soggetto al limite annuale di 250mila euro né alla soglia annua per le compensazioni in F24 pari a 2 milioni di euro come in passato.

Tuttavia, l’importo massimo del tax credit fruibile è diminuito. Invece di 250 euro per ogni nuovo acquisto o di 50 euro per ogni singolo adattamento, per il 2023 è previsto un contributo pari al 100% della spesa sostenuta per un massimo di 50 euro per ogni strumento.

Come funziona

Il credito d’imposta di pari importo rispetto alla spesa sostenuta è utilizzabile in compensazione tramite il modello F24 senza limiti annui o massimi. Il contributo può essere utilizzato dalla prima liquidazione periodica IVA successiva al mese in cui è stata registrata la fattura per l’adattamento degli strumenti.

L’uso del credito, i controlli e il monitoraggio dell’agevolazione sono regolati da un provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.

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