Diversi sono i bonus che non sono stati rinnovati dal decreto legge Sostegni bis, ma altrettanti nuovi sono stati introdotti, tra cui il bonus restauro. Scopriamo insieme di cosa si tratta e come fare richiesta.
Il decreto legge Sostegni bis ha introdotto il bonus restauro, un’agevolazione prevista per il restauro di immobili di interesse storico e artistico. I beneficiari e le modalità per presentare domanda sono state definite tramite un decreto attuativo interministeriale del Ministero dei Beni Culturali e del Ministero dell’Economia ancora non pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
Bonus restauro: cos’è e quali lavori sono ammessi
Il bonus restauro per gli edifici storici è un’agevolazione pari al 50% delle spese sostenute tra il 2021 e il 2022 per la manutenzione, la protezione o il restauro degli immobili di interesse storico e artistico, fino a un importo massimo complessivo di 100mila euro per ogni immobile. Possono essere agevolati anche gli interventi mirati al miglioramento della sicurezza, alla conservazione dell’edificio e all’eliminazione delle barriere architettoniche.
I lavori coperti da tale rimborso sono:
- installazione di impianti che concorrono a un miglioramento della sicurezza e della conservazione del bene;
- interventi di prevenzione, manutenzione e restauro indicati dall’articolo 29 del Codice dei Beni culturali e del paesaggio;
- interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche.
Come fare domanda
La domanda per accedere al bonus restauro deve essere presentata alla Direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio del Mibact dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui sono state sostenute le spese per i lavori sugli immobili storici. Il modulo dovrebbe essere disponibile dal 31 dicembre 2021.
La richiesta deve contenere le seguenti informazioni:
- la data d’inizio e fine dei lavori;
- il costo complessivo degli interventi;
- gli estremi dei provvedimenti di tutela e di autorizzazione;
- la lista degli interventi, ognuno con il relativo costo;
- una fattura valida che attesti l’ammontare delle spese sostenute.
Il Mibact si occuperà poi di trasmettere le domande alle Soprintendenze, che ne verificheranno l’ammissibilità ed entro due mesi comunicheranno l’esito e l’ammontare delle spese che possono essere rimborsate. Entro altri due mesi viene poi riconosciuto il credito di imposta.

