Il bonus ristrutturazione è un incentivo attivo sia sulle prime che sulle seconde case, che consente di detrarre il 50% di quanto speso per la ristrutturazione dell’immobile per un massimo di 96.000 euro. Vediamo chi può beneficiare del bonus e per quali tipologie di lavori.
Il bonus ristrutturazione è un’agevolazione fiscale che permette di detrarre il 50% di quanto speso per la ristrutturazione di un immobile abitativo di cui si è proprietari o detentori, fino ad un massimo di 96.000 euro.
Vediamo nel dettaglio come funziona la misura,
Bonus ristrutturazione 2022: chi può beneficiarne
Il bonus ristrutturazione, che consente di detrarre il 50% di quanto speso per la ristrutturazione di un immobile abitativo di cui si è proprietari o detentori, fino ad un massimo di 96.000 euro, può essere richiesto:
- dal proprietario dell’immobile;
- dal nudo proprietario;
- da chi detiene un diritto reale di godimento sull’immobile;
- dall’inquilino;
- dal comodatario;
- dai soci delle cooperative o delle società semplici;
- dagli imprenditori individuali, limitatamente agli immobili abitativi
Oltre a questi soggetti, hanno diritto ad accedere al bonus ristrutturazione:
- il familiare convivente di chi possiede o detiene l’immobile;
- il coniuge separato a cui sia stato assegnato l’immobile intestato all’altro coniuge;
- il componente dell’unione civile;
- il convivente more uxorio.
Bonus ristrutturazione 2022: quando spetta?
Il bonus ristrutturazione si può utilizzare per le seguenti tipologie di interventi:
- realizzazione di scale interne;
- installazione e la riqualificazione dei servizi igienici;
- interventi per il risparmio energetico;
- sostituzione di infissi e serramenti, a patto che cambino la tipologia e/o il materiale;
- installazione degli ascensori;
- costruzione di recinzioni;
- apertura di finestre per arieggiare i locali;
- eliminazione e la prevenzione di situazioni di degrado;
- modifica delle altezze dei solai, senza modifiche nella volumetria dell’immobile;
- opere di demolizione e di ricostruzione senza ampliamento volumetrico;
- modifiche sulla facciata;
- realizzazione di mansarde e balconi;
- apertura di porte e finestre;
- costruzione di nuovi servizi igienici, o l’ampliamento di quelli esistenti;
- trasformazione in veranda del balcone o della mansarda;
- realizzazione di box o posti auto di pertinenza;
- adozione di misure antisismiche;
- costruzione e il ripristino di edifici quando danneggiati da calamità naturali, anche non residenziali;
- eliminazione delle barriere architettoniche tramite interventi su ascensori o montacarichi;
- lavori necessari ad agevolare la capacità di movimento all’interno o all’esterno dell’abitazione delle persone con gravi disabilità;
- bonifica dell’amianto;
- realizzazione di interventi per la sicurezza domestica;
- lavori volti a prevenire gli atti illeciti;
- sostituzione del gruppo elettrogeno d’emergenza;
- cablatura dell’immobile.




