Bonus ristrutturazione: si possono iniziare i lavori senza il consenso del proprietario?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
23/10/2022

L’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza circa l’utilizzo del bonus ristrutturazione quando di è comodatario di un immobile ad uso abitativo. Vediamo insieme cosa ha detto circa le tempistiche del consenso da parte del proprietario.

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Tramite la rivista online, l’Agenzia delle Entrate ha fatto chiarezza circa il quesito di un lettore che riguarda il bonus ristrutturazione, la detrazione fiscale del 50 per cento sugli interventi di ristrutturazione edilizia.

Nello specifico, il contribuente ha specificato di essere comodatario di un immobile ad uso abitativo che vorrebbe ristrutturare in base agli interventi compresi nell’agevolazione e la domanda posta all’Amministrazione finanziaria riguarda il consenso del proprietario, ossia se dovesse risultare da un atto scritto in data antecedente l’inizio dei lavori.

Bonus ristrutturazione: in cosa consiste

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Il bonus ristrutturazione consiste in una detrazione fiscale del 50 per cento per un massimo di spesa pari a 96.000 euro per i lavori effettuati all’interno della propria abitazione.

Rientrano nello sconto in fattura del 50% i seguenti interventi:

  • di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia;
  • necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi;
  • relativi alla realizzazione di autorimesse o posti auto;
  • finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • relativi all’adozione di misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, come cancelli, grate, porte blindate, ecc..);
  • finalizzati alla cablatura degli edifici e al contenimento dell’inquinamento acustico;
  • per il conseguimento di risparmi energetici;
  • per l’adozione di misure antisismiche;
  • di bonifica dall’amianto e opere per evitare gli infortuni domestici;
  • riparazione di impianti per la sicurezza domestica:
  • di installazione di apparecchi di rilevazione di gas;
  • per il monitoraggio di vetri anti-infortunio;
  • di installazione corrimano;
  • per la sostituzione di porte interne.

Quando serve il consenso del proprietario

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A poter usufruire del bonus ristrutturazione non è soltanto il proprietario dell’immobile anche l’inquilino, il comodatario o qualsiasi altro soggetto che detiene l’immobile sulla base di un titolo idoneo e solo con il consenso da parte del proprietario.

Come chiarito anche da FiscoOggi.it, il consenso in forma scritta può arrivare anche dopo l’inizio dei lavori, “purché formalizzato entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale si intende richiedere la detrazione”.

Inoltre, per poter fruire dell’agevolazione, è necessario che l’atto attestante la detenzione dell’immobile (nel nostro esempio il comodato) risulti registrato al momento di avvio dei lavori di ristrutturazione o del pagamento delle spese ammesse in detrazione, se precedente.