Bonus rubinetti 2022: quando richiederlo e per quali spese

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
10/04/2022

Il Governo ha dato il via al bonus rubinetti anche per il 2022. La misura prevede il riconoscimento di uno sconto fino a 1.000 euro sulle spese sostenute per la sostituzione di sanitari, rubinetti e soffioni in grado di ridurre il consumo di acqua.

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È stato confermato anche quest’anno il bonus rubinetti, lo sconto fino a 1.000 euro da richiedere per gli acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2021 per la sostituzione di sanitari, rubinetti e soffioni in grado di ridurre il consumo di acqua.

Vediamo nel seguente articolo come funziona la misura e quando spetta.

Bonus rubinetti: di cosa si tratta?

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Il bonus rubinetti è un’agevolazione introdotta dal Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica che consiste in uno sconto dall’importo massimo di 1.000 euro per la sostituzione di sanitari, rubinetti e soffioni in grado di ridurre il consumo di acqua.

Nello specifico, l’incentivo può essere utilizzato per le spese sostenute per la sostituzione o l’installazione, su edifici esistenti, parti di edifici o singole unità immobiliari, di:

  • vasi sanitari in ceramica con volume massimo di scarico uguale o inferiore a 6 litri e relativi sistemi di scarico (comprese le opere idrauliche e murarie collegate e lo smontaggio e la dismissione dei sistemi preesistenti);
  • rubinetti e miscelatori per bagno e cucina (compresi i dispositivi per il controllo del flusso di acqua con portata uguale o inferiore a 6 litri al minuto);
  • soffioni doccia e colonne doccia con valori di portata di acqua uguale o inferiore a 9 litri al minuto.

Bonus rubinetti: i chiarimenti

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Il Ministero dell’Ambiente e della Transizione Ecologica ha voluto specificare che rientrano tra le spese del bonus rubinetti anche gli acquisti online, a patto che dalla fattura elettronica o da altro documento commerciale emesso dal fornitore siano ricavabili le specifiche tecniche del prodotto, della posa in opera e dell’installazione, oltre alle informazioni di tutte le spese per cui unitariamente si chiede il rimborso.

Come chiarito dallo stesso Ministero, inoltre, anche l’IVA è ricompresa nelle spese ammissibili:

Le spese ammissibili devono ritenersi comprensive di IVA, come da fattura o da altro documento commerciale per i soggetti non tenuti ad emettere fattura, trasmessa tramite la piattaforma.