Bonus sicurezza 2022: cos’è, domanda e interventi ammessi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
14/12/2022

Il bonus sicurezza consiste in una detrazione del 50 per cento per le spese sostenute per acquistare strumenti di sicurezza da installare all’interno della propria abitazione. Vediamo insieme di cosa si tratta.

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Il bonus sicurezza è un’agevolazione prevista per l’acquisto di strumenti di sicurezza per la propria casa che permette di usufruire di una detrazione fiscale pari al 50 per cento delle spese sostenute.

Vediamo insieme come funziona il bonus.

Bonus sicurezza 2022: come funziona

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Il bonus sicurezza è una detrazione fiscale del 50 per cento che spetta a coloro che decidono di installare strumenti di sicurezza, quali porte blindate, saracinesche, casseforti o sistemi e apparecchi tecnologici di sicurezza e videosorveglianza. Per usufruire della detrazione non è necessario sostenere spese per la ristrutturazione della casa poiché riguarda esclusivamente la sicurezza dell’abitazione.

La detrazione spetta per un importo massimo di 96mila euro. A richiederlo sono coloro i quali abbiano un diritto reale sull’immobile ma anche i familiari, i coniugi (anche in caso di separazione) e i conviventi possono effettuare la richiesta, l’importante è che le spese riguardino le seguenti tipologie di interventi:

  • sistemi di videosorveglianza con apparecchiature collegate ai centri di vigilanza privati;
  • saracinesche, cancellate, grate alle finestre e porte blindate;
  • strumenti per la rilevazione di effrazioni;
  • vetri antri-effrazione;
  • cassaforte a muro.

Come ottenerlo

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Il bonus sicurezza è un’agevolazione fiscale che si realizza in una detrazione fiscale sull’IRPEF che copre il 50 per cento delle spese sostenute.

La detrazione avviene in sede dichiarazione dei redditi e viene erogata, sempre in forma di detrazione, in un periodo rateizzato in 10 anni. Le spese sostenute devono essere effettuate attraverso metodi di pagamento tracciabili e dunque carte di credito o debito, bancomat o bonifici bancario, riportando il codice fiscale del beneficiario, la Partita Iva o il Codice Fiscale del professionista o dell’impresa che effettua i lavori, la causale, il numero e la data della fattura e, infine, l’importo.