Bonus spesa 600 euro 2022: cos’è, come funziona e requisiti

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
05/11/2022

I bonus spesa sono stati introdotti nel 2020 per aiutare le famiglie e i cittadini in condizioni di difficoltà economica. Vediamo insieme cosa sono e e a chi spettano.

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I buoni spesa 2021 sono stati rinnovati dal decreto Sostegni bis, convertito dalla legge 23 luglio 2021, n 106. Inoltre, il provvedimento ha aumentato la velocità dei pagamenti ed è ora possibile usufruire dei buoni anche per pagare le bollette e gli affitti, dunque non più solo per i beni di prima necessità.

Vediamo insieme cosa sono i bonus spesa e come accedervi.

Buoni spesa: cosa sono, requisiti e importi

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Il Governo ha introdotto i buoni spesa nel 2020 per aiutare quelle famiglie e quei cittadini che versano in condizioni di disagio economico. I buoni servono per acquistare generi alimentari e prodotti di prima necessità, e vengono erogati direttamente dal Comune ed è proprio quest’ultimo a stabilire i requisiti per accedervi.

In generale, i requisiti che vengono presi in considerazione sono:

  • residenza presso il Comune;
  • tipo di nucleo familiare (numero persone, numero figli);
  • situazione del patrimonio immobiliare (casa con mutuo, affitto, senza casa);
  • disponibilità di denaro sul conto corrente;
  • reddito dei componenti della famiglia;
  • situazione lavorativa;
  • ISEE familiare;
  • interventi economici pubblici percepiti.

L’importo del buono ha un valore medio di 300 euro, tuttavia può variare da circa 100/200 euro fino a 500/600 euro. I bonus più elevati vengono generalmente assegnati ai nuclei familiari più numerosi.

Buoni spesa: le novità del decreto Sostegni bis

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La riforma del sistema di erogazione dei buoni spesa introdotta dal decreto Sostegni bis, poi convertito in legge, ha portato con sé una maggior velocità nella distribuzione dei buoni.

È stato inoltre istituito un fondo da 500 milioni di euro, distribuito ai comuni nelle seguenti modalità:

  • una quota pari al 50% del totale – quindi 250 milioni di euro – da ripartire in proporzione alla popolazione residente di ciascun Comune;
  • l’altro 50% è ripartito in base alla distanza tra il valore del reddito pro capite di ciascun Comune e il valore medio nazionale, ponderato per la rispettiva popolazione;
  • il contributo per ciascun Comune non può essere inferiore a 600 euro.

I buoni possono essere erogati in due modi distinti:

  • sotto forma di voucher utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti in un elenco che ciascun Comune dovrà pubblicare sul proprio sito istituzionale;
  • generi alimentari o prodotti di prima necessità.