Bonus teleriscaldamento 2023: cos’è e come funziona

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
09/01/2023

La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto un’agevolazione per coloro che usufruiscono di sistemi di teleriscaldamento, riducendo l’Iva al 5% sulle forniture di servizi di teleriscaldamento in merito ai consumi dei primi tre mesi del 2023, vale a dire gennaio, febbraio e marzo. Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta.

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Tra i vari interventi previsti dalla Legge di Bilancio, uno in particolare riguarda il bonus teleriscaldamento. Infatti, all’interno della Manovra è stata inserita la riduzione dell’Iva al 5% sulle forniture di servizi di teleriscaldamento in merito ai consumi del primo trimestre 2023.

Vediamo insieme nel dettaglio.

Cos’è il teleriscaldamento

Gas

Con termoriscaldamento si fa riferimento a quel  sistema di riscaldamento a distanza di un quartiere o di una città che utilizza il calore prodotto da una centrale termica, da un impianto a cogenerazione o da una sorgente geotermica.

In un sistema di teleriscaldamento il calore viene distribuito agli edifici tramite una rete di tubazioni in cui fluisce l’acqua calda o il vapore e le centrali di produzione possono usare diversi combustibili per produrre il calore necessario, come gas naturale, oli combustibili e carbone, ma anche rifiuti e biomassa.

Bonus teleriscaldamento: come funziona

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La Manovra 2023 ha modificato le disposizioni del decreto n.633 del 1972, il quale stabiliva l’Iva dal 10% al 22%, introducendo una riduzione che ha reso l’imposta pari al 5%. Lo sconto si applica alle fatture emesse sui consumi, stimati o effettivi, dei mesi di gennaio, febbraio e marzo del 2023. La misura è stata finanziata con 62,2 milioni di euro e sarà gestita dall’Agenzia delle Entrate e dall’Arera.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio, nel caso in cui le forniture siano contabilizzate sulla base di consumi stimati l’aliquota dell’imposta sul valore aggiunto del 5% si applica anche alla differenza derivante dagli importi ricalcolati sulla base dei consumi effettivi

Sarà compito dell’Agenzia delle entrate, previa consultazione dell’Arera, emanare un provvedimento specifico al riguardo entro il 28 febbraio 2023.