Il bonus tredicesima, largamente anticipato e atteso, ha incontrato un ostacolo imprevisto durante l’ultima seduta del Consiglio dei Ministri tenutasi il 23 aprile 2024, non riuscendo a essere incluso nell’agenda legislativa. Il provvedimento avrebbe garantito un’aggiunta di 80 euro alle tredicesime per i cittadini con un reddito inferiore ai 12.000 euro annuali.

Il rinvio è stato motivato dalla necessità di ulteriori verifiche su un decreto ritenuto complesso, secondo fonti ufficiali, mentre alcune voci non ufficiali suggeriscono tensioni politiche interne come ulteriore causa di stallo. In particolare, si parla di divergenze tra il ministro dell’Economia Giorgetti e il vice di Fratelli d’Italia, Maurizio Leo, oltre ad opposizioni interne alla coalizione governativa.
Un bonus che entusiasma
Nonostante il rinvio, l’entusiasmo per il bonus non sembra scemare. Il governo, ed in particolare la premier Giorgia Meloni, sembra determinato a perseguire l’introduzione del bonus, prevedendo di discuterne nuovamente nel prossimo Consiglio dei Ministri fissato per il 30 aprile 2024. Si vocifera addirittura di un incremento dell’importo del bonus da 80 a 100 euro e di un’estensione della platea dei beneficiari a tutti i lavoratori con reddito fino a 28.000 euro.
Il bonus è visto come una misura di supporto cruciale per le famiglie in un periodo economicamente turbolento, con costi della vita in aumento e pressioni inflazionistiche. Se approvato, il bonus tredicesima potrebbe non solo offrire un sollievo finanziario immediato, ma anche inviare un segnale forte dell’impegno del governo verso il sostegno economico dei cittadini più vulnerabili. La questione della copertura finanziaria per il bonus resta aperta, con il governo che sta cercando risorse aggiuntive previste per l’autunno.
Il rinvio del bonus è solo un “intoppo” ma sarà confermato
In definitiva, il rinvio del bonus tredicesima si configura come un intoppo temporaneo all’interno di un quadro più ampio di strategie economiche finalizzate a sostenere i cittadini italiani. Resta da vedere se le promesse attuali si tradurranno in azioni concrete nei prossimi incontri governativi.

