Bonus verde 2023: quali sono i lavori ammessi

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
21/12/2022

Il bonus verde rientra tra le agevolazioni prorogate fino al 2024. Si tratta della detrazione Irpef pari al 36% per gli interventi finalizzati a realizzare coperture a verde e giardini pensili. Vediamo insieme di cosa si tratta e quali sono i lavori ammessi.

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È stata la Legge di bilancio del 2017 a introdurre il bonus verde, vale a dire la detrazione Irpef del 36% prevista per quei lavori che interessano opere di realizzazione e sistemazione a verde. L’agevolazione è stata confermata fino al 2024.

Vediamo insieme nel dettaglio di cosa si tratta e quali sono i lavori ammessi.

Bonus verde: come funziona

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Il bonus verde è accessibile da tutti coloro che intendono effettuare lavori di sistemazione a verde, coperture a verde e giardini pensili. Si tratta di una detrazione Irpef del 36% applicabile a un massimo di spesa di 5000 mila euro; di conseguenza, la detrazione massima è ammonta a 1800 euro.

La soglia massima precedentemente citata viene calcolata a immobile e non a persona: dunque, se il contribuente possiede più di un’abitazione, è possibile usufruire dell’agevolazione più di una volta. Inoltre, il bonus può essere richiesto anche per le spese sostenute per interventi sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, caso in cui l’importo massimo fa riferimento alla singola unità immobiliare.

L’accesso all’agevolazione è garantito soltanto se i pagamenti sono stati eseguiti con modalità tracciabili, come, per esempio, tramite bancomat, carta di credito o bonifico bancario.

Bonus verde: i lavori ammessi

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Si può beneficiare del bonus verde per la realizzazione e la sistemazione di:

  • giardini pensili,
  • pozzi,
  • coperture a verde,
  • pertinenze o recinzioni e impianti di irrigazione.

Inoltre, l’incentivo copre anche il compenso per il giardiniere che si occupa delle grandi potature e l’acquisto di piante o arbusti.

Tuttavia, non possono essere i lavori di manutenzione ordinaria periodica, poiché non connessa ad alcun tipo di intervento innovativo o modificativo, e per i lavori in economia, ossia svolti dal proprietario o dall’inquilino senza il ricorso ad un’impresa