Borsa: chiusura di settimana contrastata

Chiusura di settimana contrastata per la maggior parte dei listini: Piazza Affari termina la seduta con un risultato negativo (-0,6%), così come le altre Borse europee. Stessa situazione a Wall Street; in calo anche i listini asiatici, dove però spicca il rialzo della Borsa di Tokyo (+0,2%). 

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La settimana si chiude contrastata per tutti i principali listini: permane la fiducia degli investitori statunitensi in seguito alle rassicurazioni arrivate dai vertici della Fed, e in particolare dal presidente Jerome Powell, che hanno assicurato, ancora per diverso tempo, il loro largo sostegno per favorire una piena ripresa economica, ma i risultati fatti registrare dalle Borse sono altalenanti.

A Wall Street, in particolare, continua il periodo da record per Dow Jones e S&P 500, mentre perde lo 0,21% il Nasdaq, nonostante il settore tecnologico sia stato il vero motore del trend positivo fatto registrare negli Usa. Per quanto riguarda invece i listini asiatici, chiudono tutti in rosso, anche per l’aumento considerevole dell’inflazione in Cina (Shanghai perde lo 0,9%); fa eccezione la Borsa di Tokyo, che guadagna lo 0,2%.


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Anche sul fronte continentale, andamento altalenante: Piazza Affari ha chiuso in calo dello 0,6%, nonostante gli occhi siano stati puntati su Tod’s, dopo che Diego Della Valle ha annunciato l’ingresso di Chiara Ferragni nel consiglio d’amministrazione per cercare di avvicinare anche i giovani all’attività, e su Atlantia, con un’offerta fatta recapitare dall’imprenditore spagnolo ed ex presidente del Real Madrid Florentino Perez, interessato all’acquisizione di Aspi.

Borsa: i dati macroeconomici

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La seduta di ieri aveva avuto un inizio piuttosto incerto anche per il dato arrivato sulla produzione industriale tedesca con riferimento al mese di febbraio: se era atteso un risultato positivo, in realtà i dati non sono stati per nulla incoraggianti (-1,6% rispetto al mese di gennaio, e -6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno).

I dati arrivati dall’Istat in merito all’andamento dei consumi per l’anno 2020, hanno fatto registrare un calo del 10,9% per quanto riguarda la spesa per i consumi finali: aumenta, di conseguenza, anche la propensione delle famiglie al risparmio (+15,8%). Le misure pensate come aiuto per la situazione di difficoltà legata alla pandemia, sono riuscite a contenere il calo dei redditi (-2,8%).