Borsa oggi: petrolio in caduta e bolle speculative in Europa

Dopo il rally che aveva aperto la prima seduta del mese di marzo, come era prevedibile, in Borsa c’è stata una frenata degli indici: il greggio ancora in calo tiene in apprensione i petroliferi, mentre lo spread rimane stabile rispetto alla giornata di ieri, intorno ai 100 punti base. 

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Il mese di marzo si è era aperto al rialzo nella prima seduta della Borsa: come era prevedibile, però, dopo la spinta di ottimismo data sia dall’approvazione da parte della FDA per il vaccino della casa Johnson&Johnson sia dal piano di circa 2000 miliardi approvato dal governo Biden, c’è stato un rallentamento nella seduta odierna.

I fattori che hanno inciso in particolar modo sul rallentamento sono stati da una parte l’allarme lanciato dall’ente regolatore bancario cinese, la China Banking and Insurance Regulatory Commission, che ha annunciato di star pensando a delle soluzioni per prevenire una possibile bolla immobiliare, facendo quindi salire la preoccupazione per eventuali rischi, e dall’altra parte l’inflazione.


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Molti investitori, infatti, attendono con trepidazione notizie sull’andamento dei prezzi, che andrebbe ad incidere in maniera negativa, se dovessero risalire in modo importante, sull’attività del settore bancario che in questo momento di grande difficoltà ha cercato di aiutare il mercato intervenendo in modo considerevole.

Borsa: i dati di oggi, Spread e petrolio

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Mentre la borsa di Tokyo ha chiuso in calo, probabilmente a seguito delle vendite dei titoli azionari che sono seguite al momento di risalita delle quotazioni, è rimasto pressoché invariato il dato relativo alla Spread.

La differenza tra il rendimento tra i BTP italiani e i corrispettivi titoli di stato della Germania si aggira intorno ai 100 punti base, la stessa cifra riportata anche nella seduta di ieri: permane quindi una situazione di stabilità per quanto riguarda la percezione del rischio del mercato italiano.

Per quanto riguarda Piazza Affari, va segnalato il continuo calo del greggio, con le quotazioni scese dello 0,97%, che tiene ancora in apprensione i petroliferi: giovedì 4 marzo l’atteso vertice dell’Opec potrà dare una scossa definitiva alla situazione, sul tavolo infatti ci sarà da prendere una decisione importante per quello che riguarda la produzione del prossimo mese.