Buoni pasto: il governo interviene per abbassare le commissioni

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
30/06/2022

Dopo lo sciopero dall’utilizzo dei buoni pasto effettuato da moltissimi negozi in data mercoledì 15 Giugno 2022, il governo sembra aver preso la decisone di modificare le norme sulle commissioni, in modo da abbassarle. Approfondiamo insieme la questione insieme nel seguente articolo.

buoni pasto partita iva

Sembra aver avuto effetto la protesta dei negozianti che accettano i buoni pasto: il governo si è mostrato aperto ad una modifica sostanziale delle norme in materia, permettendo così agli aderenti di avere un rientro superiore sui prodotti acquistati con i buoni pasto. Gli interventi saranno anche nel breve periodo, con un nuovo tetto massimo alle commissioni.

Approfondiamo insieme la questione relativa ai buoni pasto.

Buoni pasto: il governo pronto ad intervenire

buoni pasto

La vicinanza dell’esecutivo agli esercenti, per nulla soddisfatti dalle attuali norme, è stata mostrata dal Viceministro Catelli che ha spiegato: “Nel primo provvedimento utile inseriremo una norma che ristabilisce equità, ed evita le storture di un settore che, di fatto, penalizzavano solo gli esercenti. In un momento di particolare crisi del settore, dovuto anche agli effetti negativi della Pandemia e della Guerra in Ucraina, assicuriamo un sostegno concreto con minori commissioni, a carico degli esercenti, che si possono stimare in quasi 150 milioni di euro, per le sole gare di prossima emanazione”.

Sembra dunque molto vicino un intervento in materia, che come detto dovrebbe essere sia sul breve periodo che sul lungo, con una sostanziale riforma del sistema.

Buoni pasto: ecco gli interventi sulle commissioni

Lavoro

Come detto, la questione ruota tutta intorno alle commissioni che gli esercenti hanno sui prodotti acquistati con i buoni pasto: spesso su un buono pasto da 8 euro, vengono effettivamente incassati solo 6 euro. Da qui è partita la protesta di due settimane fa, che però sembra aver sortito l’effetto sperato.

Il valore delle commissioni dovrà rimanere entro il 5%, dato che invece era lievitato nell’ultimo periodo. Ma non è tutto: oltre a questo il governo deciderà di attuare anche una riforma che guarda in avanti, andando a migliorare la qualità del servizio sia per i dipendenti che ne usufruiscono e sia per gli esercenti che li vanno ad incassare.