Busta paga 2022: perché e come aumenta ad agosto

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
04/08/2022

Tramite il decreto aiuti bis, lo sgravio contributivo introdotto a inizio 2022 verrà aumentato di un punto percentuale, fino a raggiungere l’1,8%. Per questo motivo, la busta paga di agosto avrà un importo maggiore rispetto al solito. Vediamo insieme come e perché.

money-gfb49fa4e0_1920

Grazie al nuovo decreto aiuti bis, la busta paga di agosto avrà un importo maggiore. Questo perché lo sgravio fiscale riconosciuto sulle retribuzioni lorde d’importo non superiore a 2.692 euro dovrebbe salire all’1,8%.

Nello specifico, il nuovo decreto ha stanziato le risorse necessario per un nuovo taglio del cuneo fiscale che permetterà di aumentare di un punto percentuale lo sgravio contributivo.

Vediamo insieme come cambierà la busta paga ad agosto 2022.

Busta paga come cambia ad agosto 2022

money-1005476_1920

A partire dal primo gennaio 2022, è stato introdotto uno sgravio contributivo dello 0,8% per le retribuzioni imponibili lorde non superiori a 2.692 euro, ossia per chi ha un reddito annuo entro i 35.000 euro. Lo sgravio va a diminuire la quota di contributi dovuta dal dipendente.

Secondo quanto previsto dal decreto aiuti bis, ci sarà un potenziamento dello sgravio contributivo, che aumenterà di un punto percentuale fino a raggiungere l’1,8%, con la quota di contributi dovuta dal dipendente che scende al 7,39% nel settore privato e al 7% nel pubblico.

Quanti contributi si versano con la busta paga

money-1005464_1920

Sulla retribuzione imponibile previdenziale riconosciuta al dipendente si calcolano i contributi dovuti all’Inps che, solitamente, per i lavoratori subordinati ammontano al 33% del suddetto valore.

Di questo 33%, la quota più ampia grava sul datore di lavoro: il 23,81% nel settore privato, il 24,20% nel pubblico. Di conseguenza, la percentuale di cui deve farsi carico il dipendente è del 9,19% nel privato, 8,8% nel pubblico.

Dalla retribuzione imponibile previdenziale viene dunque sottratta la quota di contributi da versare all’Inps. Sul risultato ottenuto, poi, si applica l’Irpef dovuta dal dipendente, al netto delle detrazioni, così da arrivare allo stipendio netto effettivamente percepito.