Busta paga: è possibile ridurre le tasse?

07/06/2021

I lavoratori subordinati, nel momento in cui ricevono lo stipendio in busta paga, subiscono la trattenuta delle tasse dovute: ci sono delle modalità attraverso cui poter diminuire il carico fiscale e aumentare l’importo netto a disposizione? Vediamo insieme quali strategie poter attuare. 

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I lavoratori subordinati sono abituati a trovarsi in busta paga uno stipendio dal quale sono trattenute le tasse che è necessario versare: mentre gli autonomi sono tenuti a pagarle in un secondo momento, per i subordinati ciò viene detratto direttamente dalla fonte, ecco perché tra le voci in busta paga compare prima la retribuzione lorda, poi la quota trattenuta e alla fine si arriva allo stipendio netto percepito. 

Quali sono le voci che incidono maggiormente sul lordo della busta paga? Sicuramente la quota Irpef che ciascuno deve pagare e che si alza in misura progressiva con l’aumentare del reddito percepito. Oltre a ciò, può esserci anche un’ulteriore versamento Irpef da effettuare previsto dal comune oppure dalla regione in cui si è residenti.


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Il lavoratore, inoltre, è tenuto a versare anche i contributi previdenziali (di solito una quota che è intorno al 9,19%) e piccoli contributi che vanno a rinforzare i fondi di integrazione salariale. Tutto ciò, ovviamente, comporta una riduzione del lordo, ma cosa si può fare per aumentare il netto percepito?

Busta paga: come aumentare il netto percepito

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Innanzitutto va segnalato che è ancora in vigore l’ex Bonus Renzi che prevedeva 80 euro al mese in busta paga per i lavoratori subordinati. La misura è stata aggiornata, e al momento prevede la possibilità di ricevere 100 euro mensili (quindi, in totale, 1200 euro all’anno) in busta paga se il reddito non supera i 28mila euro.

Per coloro i quali, invece, si trovano nella fascia di reddito compresa tra i 28mila euro e i 40mila euro, è possibile richiedere alcune detrazioni in ambito fiscale che, in base al livello di reddito, contribuiscono ad alleggerire il carico di tasse sul lordo in busta paga.

Inoltre, ci sono alcune categorie di contributi, che vengono elargiti direttamente dal datore di lavoro al dipendente, su cui non vanno pagate le tasse: si tratta, ad esempio, dei buoni pasto, buoni benzina, buoni spesa oppure gli altri benefits che rientrano nelle misure di welfare aziendale per migliorare la vita dei lavoratori.