Canone RAI, digitale terrestre fuori uso: si è esenti dal pagamento?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
20/12/2022

Per essere obbligati a pagare il canone Rai, si deve essere in possesso di una televisione. Ma cosa succede nel caso in cui il digitale terrestre non funzioni? Si è esenti dal pagamento della tassa? Vediamo insieme nel dettaglio.

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Secondo quanto stabilito dalla Commissione UE durante l’iter di accettazione del PNRR, entro il 1° gennaio 2023 il Canone Rai dovrà essere eliminato dalla bolletta, in quanto dovranno essere tolti dalla bolletta tutti gli oneri non legati alla fornitura di energia elettrica. Tuttavia, il governo Meloni non ha ancora fatto sapere quali sono le sue intenzioni a tal proposito

Nel frattempo, esistono alcuni casi in cui si è esenti dal pagamento del canone RAI e in molti si chiedono se tra questi è previsto anche il caso in cui non funzioni il digitale terrestre. Vediamo insieme.

Canone RAI: decade l’obbligo di pagamento se non funziona il digitale terrestre?

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Il Canone RAI è la tassa dovuta in caso di possesso di apparecchi televisivi, pertanto anche se il digitale non dovesse funzionare, è comunque dovuto il pagamento della tassa, non essendo una tassa legata alla visione o meno dei canali.

Per richiedere l’esenzione è necessario dichiarare di non possedere televisori all’interno dell’abitazione tramite uno specifico modulo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, l’esonero è previsto anche per gli over 75 con reddito annuo non superiore a 8 mila euro e senza conviventi con reddito proprio. Infine, l’esenzione è prevista anche per i diplomatici e i militari stranieri.

Come si pagherà il canone RAI dal 2023?

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Il governo Meloni dovrà decidere entro gennaio del 2023 quale sistema adottare per il pagamento del canone Rai, ma ancora non ha fatto sapere quali sono le sue intenzioni in merito.

Tra i vari modelli che l’Italia potrebbe adottare c’è sicuramente quello francese, in cui il canone una tassa aggiuntiva sulla prima casa e ogni anno, nel mese di novembre, si pagano 138 euro. Altrimenti, è possibile che il nostro Paese segua l’esempio di Spagna, Belgio, Olanda, Svezia e Norvegia, in cui in canone di fatto non esiste, ma lo lo Stato decide di assegnare al servizio pubblico una parte delle risorse provenienti delle tasse generali.

Tuttavia, è molto probabile che la tassa diventi una voce del 730.