Canone RAI per tablet e smartphone: la proposta

Si dovrà pagare il canone RAI anche per tablet e smartphone? Tale domanda deriva dalla proposta dell’amministratore delegato della RAI, che per tentare di raggiungere migliori risultati di bilancio ha annunciato la proposta. La palla ora passa alla Commissione di Bilancio.

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Il discusso canone RAI potrebbe non dover essere pagato solo per chi possiede un televisore, ma anche per chi guarda i canali RAI su tablet e smartphone. Il mondo si sta evolvendo e così anche i metodi per guardare la TV, con il proliferare di piattaforme che offrono canali in streaming. Dunque la proposta dell’ad RAI potrebbe non essere così strana.

Approfondiamo insieme la questione.

Canone su tablet e smartphone: i perché della proposta

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E’ ufficiale la proposta effettuata da Fuortes, ad della RAI, che riguarda l’estensione dell’obbligo del pagamento del canone anche ai tablet e agli smartphone. Tale proposta deriva principalmente dalla necessità dell’emittente italiana di migliorare il bilancio. Inoltre tale norma è prevista in molti altri paesi europei, dunque si tratterebbe di adeguarsi agli standard europei.

Fuortes ha dichiarato a riguardo che è necessario:

“Adeguare il pagamento del canone Rai anche per chi non ha un televisore classico in casa, ma guarda le trasmissioni grazie ai tablet e agli smartphone

Vediamo ora in che modo è articolata la proposta dell’ad RAI.

Ecco la proposta di Fuortes

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L’amministratore delegato della RAI, oltre alla sopra citata proposta di allargare l’orizzonte di applicabilità del canone, ha anche portato avanti altre proposte con l’obiettivo di migliorare i conti dell’emittente. In particolare queste sono:

  • riconoscimento integrale delle risorse del canone, eliminando le trattenute da 110 milioni, finanziando il fondo per il pluralismo con altre risorse;
  • cancellazione della tassa sulla concessione del canone ordinario;
  • riduzione del limite di affollamento pubblicitario per singola fascia dall’8%.

Inoltre la tassazione tramite canone su tablet e smartphone avverrebbe anche sugli utenti non residenti in Italia. Staremo a vedere se tale proposta verrà presa in considerazione o meno dalla Commissione di Bilancio.

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