Canone Rai: si paga anche se il digitale terrestre non funziona?

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
03/11/2022

Tra i requisiti previsti per l’obbligo del pagamento del canone RAI rientra il possesso di una televisione. Ma cosa succede nel caso in cui il digitale terrestre non funzioni? La tassa è comunque dovuta? Vediamo insieme nel dettaglio.

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Secondo quanto stabilito dalla Commissione UE durante l’iter di accettazione del PNRR, entro il 1° gennaio 2023 il Canone Rai dovrà essere eliminato dalla bolletta, in quanto dovranno essere tolti dalla bolletta tutti gli oneri non legati alla fornitura di energia elettrica.

Nel frattempo, esistono alcuni casi in cui si è esenti dal pagamento del canone RAI e in molti si chiedono se tra questi è previsto anche il caso in cui non funzioni il digitale terrestre. Vediamo insieme.

Canone RAI: cosa succede se non funziona il digitale terrestre

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Il Canone RAI è la tassa dovuta in caso di possesso di apparecchi televisivi, pertanto anche se il digitale non dovesse funzionare, è comunque dovuto il pagamento della tassa, non essendo una tassa legata alla visione o meno dei canali.

Per richiedere l’esenzione è necessario dichiarare di non possedere televisori all’interno dell’abitazione tramite uno specifico modulo dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, l’esonero è previsto anche per gli over 75 con reddito annuo non superiore a 8 mila euro e senza conviventi con reddito proprio. Infine, l’esenzione è prevista anche per i diplomatici e i militari stranieri.

Come si pagherà il canone RAI il prossimo anno?

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Il governo Meloni dovrà decidere entro gennaio del 2023 quale sistema adottare per il pagamento del canone Rai. Il rischio, infatti, è che si faccia marcia indietro, ai livelli di evasione fiscale che caratterizzavano il pagamento dell’imposta prima che fosse introdotta in bolletta.

Tra i vari modelli che l’Italia potrebbe adottare c’è sicuramente quello francese, in cui il canone una tassa aggiuntiva sulla prima casa e ogni anno, nel mese di novembre, si pagano 138 euro. Altrimenti, è possibile che il nostro Paese segua l’esempio di Spagna, Belgio, Olanda, Svezia e Norvegia, in cui in canone di fatto non esiste, ma lo lo Stato decide di assegnare al servizio pubblico una parte delle risorse provenienti delle tasse generali.

Tuttavia, è molto probabile che la tassa diventi una voce del 730.