Carburanti 2022, taglio delle accise prorogato: fino a quando e cosa succede dopo

Rachele Luttazi
  • Esperta in welfare e bonus
  • Laurea Magistrale in Economia dell'Ambiente e della Cultura
28/06/2022

Diversamente da quanto previsto inizialmente l’esecutivo ha deciso di prorogare il taglio delle accise al 2 agosto, e non più fino a settembre. Cosa accadrà dunque ad agosto? Vediamo insieme.

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Inizialmente il taglio delle accise sarebbe dovuto essere esteso fino a settembre, ma in queste ore il Ministro dell’Economia e delle Finanze Daniele Franco e il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani hanno firmato il decreto che proroga il taglio di 30 centesimi al litro per benzina, diesel gpl e metano fino al 2 agosto

Tuttavia, in molti si chiedono cosa accadrà dopo il 2 agosto. Vediamo insieme quali sono le intenzioni del governo Draghi.

Taglio accise carburanti: cosa succederà dopo il 2 agosto?

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Il taglio delle accise sui carburanti è stato esteso fino al 2 agosto, e non fino a settembre come ci si aspettava inizialmente. Ma cosa accadrà dopo il termine ultimo della misura? Con tutta probabilità l’esecutivo non metterà in atto un’ulteriore proroga, sia per i costi che la misura comporta sia per i pagamenti del bonus 200 euro, che avverranno tra luglio e agosto per la maggior parte dei beneficiari.

Il governo, infatti, ha già dovuto affrontare un aumento della spesa di 1 miliardo di euro al mese solo per la benzina per l’aumento del taglio di 5 centesimi. Inoltre, l’introduzione del bonus 200 euro sarà utile per compensare il rincaro del prezzo dei carburanti: da inizio anno ad oggi i prezzi della benzina sono saliti del 19,7%, mentre il gasolio è rincarato addirittura del 26,4%. Ciò significa che le famiglie italiane pagheranno il carburante quasi 2,50 euro a litro.

La reazione delle associazioni

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Contro la cancellazione del taglio delle accise si sono subito poste le associazioni dei consumatori. Il presidente nazionale di Assoutenti, Furio Truzzi, ha avanzato anche una proposta alternativa alla cancellazione dell’agevolazione:

Le speculazioni sui carburanti hanno di fatto vanificato la riduzione delle accise. L’unica misura davvero utile che il governo può adottare per salvare famiglie, imprese e l’intero sistema economico è ricorrere a tariffe amministrate per benzina e gasolio, con i prezzi che, in questo momento di emergenza, vengono imposti dallo Stato.

Della medesima opinione è  l’Unione nazionale consumatori di Massimo Dona:

Da quando è iniziata la guerra, nonostante l’intervento del governo, sia gasolio che la benzina hanno già superato la soglia di 2 euro al litro anche in modalità self. Se il governo non voleva tornare ai prezzi amministrati come da noi proposto, doveva alzare la riduzione di almeno altri 10 centesimi, in deroga per il gasolio alla normativa europea, e ridurre l’Iva dal 22 al 10%.