Carburanti, nuova proroga del taglio delle accise: fino a quando?

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
02/05/2022

Caro carburanti: ufficiale la proroga del taglio delle accise fino all’8 luglio 2022. La novità è arrivata direttamente dall’ultimo Consiglio dei Ministri, che ha deciso di estendere il provvedimento a causa del prezzo ancora troppo alto di benzina e diesel. 

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Accise sul carburante: confermata la riduzione fino all’8 luglio 2022. La proroga è stata disposta direttamente dal Consiglio dei Ministri.

Continuerà ad applicarsi, quindi, il taglio di 30,5 centesimi al litro sul prezzo di benzina e gasolio e di 10,5 centesimi su quello del GPL. Le entrate minori causate dalla riduzione saranno compensate dall’extra gettito IVA acquisito nel mese di marzo.

Taglio accise carburanti: proroga fino all’8 luglio

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La riduzione sul prezzo, pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL, è stata estesa fino al prossimo 8 luglio dal Consiglio dei Ministri.

Il taglio delle accise sul carburante, ricordiamo, prevede le seguenti riduzioni:

  • 25 centesimi in meno al litro per benzina e gasolio;
  • 8,5 centesimi in meno al litro per il GPL.

Sommando l’IVA, lo sconto totale per litro è pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Taglio accise: dove arrivano i fondi?

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Come avvenuto nelle scorse settimane, le minori entrate dovute al taglio delle accise sui carburanti saranno compensate dal maggiore gettito fiscale. Secondo l’articolo 1, comma 290 della Legge Finanziaria 2008, infatti:

Ai fini della tutela del cittadino consumatore, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, stabilite dal testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.