Caro carburanti 2022: nuova proroga per il taglio delle accise

Luca Paolucci
  • Esperto di: Politica, Economia e Detrazioni Fiscali
13/09/2022

Nuova proroga del taglio delle accise sui carburanti. Sospensione prolungata di un mese, con la scadenza che passa dal 20 settembre al 17 ottobre 2022. Vediamo nel dettaglio tutte le ultime novità emerse dal decreto congiunto MEF-MiTE.

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Carburanti: nuova proroga del taglio delle accise fino al 17 ottobre 2022, prolungato di un mese rispetto alla precedente scadenza fissata per la giornata del 20 settembre.

Anche nelle prossime settimane, quindi, continuerà ad applicarsi il taglio di 30,5 centesimi al litro sul prezzo di benzina e gasolio e di 10,5 centesimi su quello del GPL.

Carburanti: taglio accise fino al 17 ottobre

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Il Governo ha deciso di prorogare fino al prossimo 17 ottobre il taglio delle accise sul prezzo dei carburanti, pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Il taglio delle accise sul carburante, ricordiamo, prevede le seguenti riduzioni:

  • 25 centesimi in meno al litro per benzina e gasolio;
  • 8,5 centesimi in meno al litro per il GPL.

Sommando l’IVA, lo sconto totale per litro è pari a 30,5 centesimi per benzina e gasolio e a 10,5 centesimi per il GPL.

Taglio accise: come è possibile?

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Come avvenuto nelle scorse settimane, le minori entrate dovute al taglio delle accise sui carburanti saranno compensate dal maggiore gettito fiscale. Secondo l’articolo 1, comma 290 della Legge Finanziaria 2008, infatti:

Ai fini della tutela del cittadino consumatore, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, le misure delle aliquote di accisa sui prodotti energetici usati come carburanti ovvero come combustibili per riscaldamento per usi civili, stabilite dal testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, sono diminuite al fine di compensare le maggiori entrate dell’imposta sul valore aggiunto derivanti dalle variazioni del prezzo internazionale, espresso in euro, del petrolio greggio.