Caro energia: le aziende energetiche sono in crisi di liquidità

Mattia Anastasi
  • Dott. in Economia Aziendale con curriculum Manageriale
05/09/2022

Il caro energia ha un altro lato della medaglia: da una parte vi sono le imprese e le famiglie che stanno soffrendo per pagare le bollette, da un altro vi è il punto di vista delle società distributrici di energia. Anche queste sono in crisi, in quanto stanno esaurendo la liquidità per acquistare i beni energetici. Approfondiamo la questione insieme.

Energia

I rischi del caro energia, in una giornata in cui il prezzo del gas è tornato a salire preoccupando gli addetti ai lavori, è che oltre al fallimento di imprese generiche e famiglie, possano andare a fallire anche le imprese che producono energia con il gas. Queste, stando ai dati raccolti, non avrebbero più la liquidità sufficiente per andare ad acquistare il gas.

Cosa potrebbe succedere in casi di fallimento di queste società? Vediamolo nel seguente articolo.

Crisi liquidità imprese energetiche: i timori dell’UE

Gas

La crisi di liquidità delle imprese che producono energia con il gas, che dunque hanno bisogno di acquistarlo come materia prima per fare il core business, è stata certificata anche dall’UE che ha fatto circolare un documento esponendo tutti i timori del caso.

La Commissione Europea paventa l’ipotesi di garantire una linea di credito ad hoc e potenziata alle imprese di questa categoria, in modo tale da andare a sostenerle nell’acquisto del gas. Nel mentre resta sempre viva l’ipotesi di mettere un tetto al prezzo di questo.

Crisi energia: settimana cruciale

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Stando a quanto trapelato da Bruxelles, quella in corso sarà una settimana molto complessa e importante per quanto riguarda la serie di decisioni che verrà presa in materia di caro energia. I governi dei paesi più in crisi stanno iniziando a chiedere man forte, con in pole position il governo della Repubblica Ceca.

La settimana in corso prevede molti incontri che sfoceranno nella riunione ministeriale di venerdì. Mercoledì si vedranno i direttori Energia dei vari paesi membri, così come i rappresentanti permanenti a livello diplomatico. Successivamente, dopo un continuo lavorio tecnico, toccherà ai ministri prendere le decisioni finali.