Carta del docente anche nel 2023: beneficiari e a cosa serve

Luca Paolucci
  • Laurea in Economia e Management
  • Laureato in Management Internazionale
25/12/2022

È stata confermata anche per il 2023 la Carta del docente dal valore di 500 euro riconosciuta agli insegnanti ed utilizzabile per varie tipologie di spese legate alla formazione e all’aggiornamento del docente. Vediamo insieme come funziona e a cosa serve.

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Si potrà richiedere anche nel 2023 la Carta del docente, il voucher dal valore di 500 euro utilizzabile per una vasta tipologia di spese legate alla formazione professionale dell’insegnante.

Vediamo nel seguente articolo chi può richiederla e come funziona.

Carta del docente 2023: cos’è e a cosa serve

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La Carta del docente può essere richiesta sul portale ufficiale cartadeldocente.istruzione.it. La carta, dal valore di 500 euro, può essere utilizzata nei negozi fisici e in quelli online convenzionati per acquistare:

  • libri e testi, pubblicazioni e riviste utili all’aggiornamento professionale (anche in formato digitale);
  • iscrizione a corsi di laurea triennale, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale;
  • iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca;
  • hardware e software;
  • titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche;
  • titoli di accesso per musei, mostre, eventi culturali e spettacoli dal vivo;
  • iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano Nazionale di Formazione (cosiddetto “Buona Scuola“).

Carta del docente: chi può richiederla

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La Carta del docente può essere richiesta da:

  • docenti di ruolo a tempo indeterminato, sia a tempo pieno che a tempo parziale, compresi i docenti in periodo di formazione e prova;
  • docenti dichiarati inidonei per motivi di salute;
  • docenti in posizione di comando, distacco, fuori ruolo o altrimenti utilizzati;
  • docenti nelle scuole all’estero;
  • docenti delle scuole militari.

Fino allo scorso anno, come emerge dalla lista, rimanevano esclusi i supplenti, gli assunti dalle graduatorie provinciali per le sostituzioni e tutti gli insegnanti con contratto a tempo determinato. La Corte di Giustizia Europea, con un’ordinanza emessa in data 18 maggio 2022, ha riconosciuto a tutti i docenti precari il diritto ad usufruire del beneficio economico di 500 euro.